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Data: 27/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Tagli alle Province, mobilità per gli statali Il piano per la crescita sarà varato entro il 15 novembre, 8 mesi di tempo per attuarlo

LA CRISI Tra gli impegni dell'Italia dismissioni, liberalizzazioni e minori costi della politica

ROMA. Innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni nel 2026 per uomini e donne, licenziamenti più facili in presenza di stati di crisi, mobilità coattiva per i dipendenti pubblici, taglio delle Province entro il 2012, dismissione del patrimonio pubblico entro il 30 novembre, un piano crescita per il Paese entro il 15 novembre e 8 mesi di tempo per attuarlo.
Sono alcuni degli impegni presi dal governo italiano contenuti nella "lettera d'intenti" presentata ieri a Bruxelles nel vertice dei capi di Stato. Sedici pagine per illustrare le misure economiche da adottare e convincere, così, l'Ue che l'Italia può sistemare i conti pubblici ed essere un Paese di serie A.
Pensioni. «Il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026», si legge nella lettera che, invece, lascia invariati i requisiti «già rivisti» per l'accesso alla pensione di anzianità che «aumenteranno fino ad arrivare a regime nel 2013».
Lavoro. Per rendere più "agile" la mobilità dei lavoratori, la lettera prevede per maggio 2012 l'arrivo di una riforma «funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato». Dunque, licenziamenti facili se l'azienda è in crisi. Inoltre, è prevista una stretta anche sui contratti parasubordinati. Nella bozza infatti, si parla di «più stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato». Ma il governo ha deciso di intervenire anche sulla pubblica amministrazione rendendo possibile «la mobilità obbligatoria del personale; la Cassa integrazione con conseguente riduzione salariale del personale; superamento delle dotazioni organiche».
Dismissioni. Entro il 30 novembre l'esecutivo «definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all'anno nel prossimo triennio».
Costi politica. Per alleggerire il peso economico della macchina istituzionale, il governo, entro il 2012, attuerà una «razionalizzazione e soppressione delle Province» e darà un giro di vite «al regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo».
Liberalizzazioni. Le disposizioni in materia di apertura dei mercati e liberalizzazioni riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e della Rcauto. E, in accordo con gli enti locali, verrà anche generalizzata la liberalizzazione degli orari dei negozi.
Nei cinque capitoli, la lettera annuncia anche più poteri all'Antitrust per favorire la concorrenza; l'istituzione di una commissione (entro il 31 dicembre), con il compito di «elaborare un piano per l'abbattimento del debito»; la presentazione entro il 15 novembre di un piano crescita (dal favorire il dinamismo delle imprese al varone delle riforme del mercato del lavoro) da attuare nei prossimi 8 mesi. Infine, il governo si impegna con la Ue a «definire ulteriori misure correttive qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento» nei conti pubblici.

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