No alla protesta delle vetrine spente: «Occorrono le luminarie di piazza Salotto»
PESCARA. Temono l'effetto boomerang della protesta delle vetrine spente, criticano il muro contro muro messo in atto dai commercianti del centro e raddoppiano la posta in gioco: «Pedonalizziamo anche corso Vittorio». I titolari dei negozi di corso Vittorio Emanuele puntano il dito contro le strategie del Comune e mettono alcuni paletti per la creazione del centro commerciale naturale.
«Realizziamo i parcheggi a spina di pesce, facciamo passare il trenino dello shopping anche in questa zona e sistemiamo le stesse luminarie di corso Umberto e piazza Salotto», dice Rocco Di Credico della Caffetteria Pescara, referente delle attività che si affacciano sulla strada. Dopo la bocciatura da parte dei 40 punti vendita di via Venezia, anche i proprietari degli esercizi di corso Vittorio Emanuele si schierano contro la scelta di abbassare le luci per due settimane, che è stata promossa lo scorso weekend dalle associazioni di via Roma, dei portici di piazza Salotto e di via Fabrizi. Secondo gli imprenditori di questa zona, l'iniziativa «danneggia più le attività che il Comune» e «non fa bene all'immagine di Pescara». I commercianti dettano così le tre condizioni necessarie per far decollare il progetto del centro commerciale naturale, promesso da tempo dall'assessore al Commercio Stefano Cardelli.
«L'idea di chiudere il centro alle auto è allettante e va estesa anche a questa zona», spiega Di Credico, «ma se non ci saranno assicurate le aree di sosta, anche a tempo o a pagamento, il passaggio del trenino dello shopping durante i giorni precedenti al Natale e la sistemazione di addobbi dello stesso valore di quelli delle altre strade, noi ci opporremo con tutte le nostre forze alla creazione dell'isola pedonale». Il malcontento per i nuovi sensi unici che hanno finito per congestionare il traffico cittadino e rallentare il passeggio pedonale resta alto.
«Fare acquisti in centro è diventato proibitivo», osserva Andrea Angelone dell'ottica omonima, «con i lavori di riqualificazione della piazza intorno al Comune, realizzati dall'ex sindaco D'Alfonso, sono stati drasticamente ridotti i posti macchina. La stessa pista ciclabile lungo la golena ha sottratto aree di sosta. Una proposta sensata sarebbe quella di realizzare nuovi parcheggi nel tratto da via Venezia al Comune, sul lato mare, così come avviene nella parte restante del corso, dove l'ampiezza della strada è la stessa».
Non tutti i commercianti sono però d'accordo. Gabriella Catone della gioielleria Montalbano non disapprova il piano traffico: «I clienti sono diminuiti, ma perché la città si è spenta», ammette, «i nuovi sensi unici non ci hanno danneggiato affatto. Se dipendesse da me chiuderei completamente la strada, favorendo il passaggio di autobus elettrici. Sono convinta che con meno smog e meno traffico il commercio subirebbe una rivoluzione di gran lunga positiva».