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Data: 27/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Un dirigente ogni 15 dipendenti. La Cisl: la spesa nella pubblica amministrazione va ristrutturata. Cgil alla Carpineta «Quelle assunzioni sono intempestive»

Il sindacato presenta le sue richieste: i lavoratori non possono pagare l'irresponsabilità di anni

PESCARA.Ristrutturazione della spesa pubblica senza arrecare danno ai lavoratori pubblici che non possono essere chiamati a pagare per l'irresponsabilità di anni di cattivo uso delle finanze pubbliche e disponibilità ad aprire piattaforme di confronto in tutte le amministrazioni pubbliche per concordare progetti in grado di eliminare sprechi, inefficienze, consulenze inutili, modelli organizzativi inadeguati e per recuperare risorse.
Sono queste le sfide lanciate ieri dalla Cisl-Funzione pubblica, rappresentata dal segretario regionale Maurizio Spina e dal referente di settore Vincenzo Traniello, per il rinnovamento della pubblica amministrazione in Abruzzo. «Confermiamo la necessità di abolire le Province e di mettere insieme i piccoli Comuni per la gestione dei servizi», dice Spina, «per quelli di montagna la comunità montana deve avere questo ruolo, mentre per quelli fino a cinquemila abitanti trovare soluzioni adeguate sul piano delle infrastrutture e della mobilità affinché comincino a lavorare insieme».
Per la Cisl, il lavoro pubblico in Abruzzo deve rappresentare il motore del cambiamento delle amministrazioni per essere più vicino ai cittadini e al mondo della produzione e c'è la necessità di un nuovo progetto condiviso, per far sì che il pubblico impiego, il più grande erogatore di servizi al cittadino ed alle imprese, risulti adeguato alle attese sul piano dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità. Inoltre secondo Spina è necessaria la modernizzazione della macchina pubblica per restituire dignità al lavoro pubblico, rendendolo davvero un valore aggiunto della Regione.
«Finora si è parlato tanto di riforma della pubblica amministrazione», afferma Spina, «ma alle intenzioni dobbiamo far corrispondere le azioni. Auspichiamo un unico ente di prevenzione e uno solo per la sicurezza e la prevenzione. In Abruzzo abbiamo troppi generali e pochi soldati: il numero dei dirigenti è pari a uno ogni quindici dipendenti, per fare un esempio all'Inps il rapporto è 1 ogni 150. Questo numero va ridotto. Inoltre i 400 dipendenti degli enti sciolti vanno inquadrati rispetto al nuovo fabbisogno, e sul piano triennale va aperto un tavolo».
Il segretario regionale della Cisl segnala anche come sia necessaria subito l'attivazione del nuovo soggetto erogatore di servizi alle imprese: «Sono già trascorsi sei mesi dall'annunciata riforma e per noi è passato troppo tempo vista la crisi vissuta dal settore industriale».
«Lanciamo questa sfida», sostiene Traniello, «a Comuni, Province e alle altre amministrazioni pubbliche. Siamo contrari alla razionalizzazione senza logica. Ci sono 400 dipendenti regionali che vanno reinseriti entro fine anno, in due mesi credo sia difficile, per non parlare dei 238 dell'Arssa (Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo) che vanno messi all'interno della direzione agricoltura».

I tre nuovi dirigenti in Regione
Cgil alla Carpineta «Quelle assunzioni sono intempestive»

PESCARA. «E' piuttosto singolare che una giunta regionale autorizzi delle assunzioni di dirigenti per un importo massimo di ben 673.829,50 euro, (che non sono proprio bruscolini stante le difficoltà economiche in cui versa l'Abruzzo), prima che sia stata fatta una attenta verifica se tali professionalità sono già disponibili tra il personale degli enti strumentali che a breve confluiranno nella Regione Abruzzo». Lo afferma Carmine Ranieri, segretario regionale della Cgil-Funzione pubblica. Ranieri polemizza così con l'assessore regionale al Personale, Federica Carpineta, che, nei giorni scorsi, aveva annunciato l'assunione di tre nuovi dirigenti, precisando che le assunzioni avverranno «previa verifica della non sussistenza di analoghe figure dirigenziali all'interno degli enti strumentali soppressi».
«Poiché la spesa inciderà anche sugli anni futuri», dice ancora Ranieri, «la giunta regionale dovrebbe verificare anche, prima di autorizzare le assunzioni, se tali figure saranno necessarie anche dopo la riorganizzazione della macchina regionale che, verosimilmente avrà un assetto diverso da quello attuale».

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