Nel settembre 2010 fa si era conclusa burrascosamente l'esperienza del direttore Gianfranco Stromei (25 alla guida dello scalo), ora tocca a Bruno fare le valigie, secondo i maligni perché era troppo legato a Stromei e, quindi, non in linea col nuovo corso aziendale, che vede a capo Pietro Righi. Comunque, il presidente di Federmanager Abruzzo e Molise (l'associazione dei dirigenti d'azienda firmataria, insieme a Confindustria, del contratto collettivo di lavoro) Florio Corneli punta il dito contro la Saga, che per l'85% è formata da enti pubblici (Regione, Camere di Commercio di Pescara, Chieti, Teramo e L'Aquila, Comuni di Pescara e San Giovanni Teatino e per il 15% da soci privati). «Il contratto collettivo nazionale dei lavoratori parla chiaro - ha detto Corneli - e prevede che l'associazione sindacale vada informata quando ci sono modifiche nell'organizzazione del lavoro. In questo caso la Saga ha interpellato solo i sindacati dei lavoratori e non anche quelli dei dirigenti. Nel settembre 2010, il direttore generale della società Stromei avrebbe lasciato l'incarico, rimpiazzato nel gennaio 2011 da un nuovo direttore generale. Dopo nove mesi si è passati a un unico dirigente, l'altro ora deve fare le valigie, licenziato in tronco benché il suo contratto fosse a tempo indeterminato. Perché un'azienda che vuole rivedere l'organizzazione interna assume in anticipo un nuovo dirigente e perché l'unico dirigente rimasto, che aveva collaborato con un vertice aziendale coordinato da uno dei più noti e affermati imprenditori locali, non viene sperimentato e valutato nella posizione superiore con obiettivi definiti?». Domande che restano in sospeso, mentre è certo per Corneli che «la Saga, licenziando il vice direttore ha violato le procedure contrattuali. Un atto tanto più grave in quanto commesso da un'azienda a capitale interamente pubblico e con un consiglio di amministrazione in regime di prorogatio»