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Pescara, 10/04/2026
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Data: 28/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Pendolari in rivolta, treno in ritardo investe una mucca. Sembra una barzelletta ma il treno in ritardo arriva puntuale per falciare una vacca che pascolava sui binari.

Il treno 2376 del 26 ottobre proveniente da Roma e diretto in Abruzzo ha investito una mucca all'altezza di Mandela. Come l'animale sia finito sui binari (aggirando le recinzioni o trovando un pertugio) resta ancora un mistero. Fatto sta che oltre ai "normali" disservizi (bagni guasti, servizi sanitari carenti, porte intercomunicanti mancanti) che gli utenti sono costretti a subire ora ci scappa anche la vacca.

«Non ce la facciamo più», dice Daniele Luciani, un pendolare che percorre ogni giorno la tratta Tagliacozzo Roma. «L'ultima settimana, a partire dal nubifragio di Roma di giovedi 20 ottobre scorso, i nostri treni sono stati un disastro, a parte il ritardo ormai cronico che va dai 15 minuti in su, c'è stato il "ritardissimo" (un'ora ) del treno 2375-2376 del 25 ottobre, poi recuperato tutto (quindi la percorrenza si può recuperare benissimo), ma per quelli come me che hanno preso l'Arpa per la modica spesa di 8.60 euro, il ritardo è stato maggiore. Oltre ai disagi giornalieri, dovuti come tutti sappiamo alla sventurata situazione della nostra linea ferroviaria: treni schifosi, perennemente in ritardo, stazione di arrivo Roma Tiburtina, ora ci si mette anche il fattore "innaturale": l'assassinio della vacca. Ieri a Mandela abbiamo investito una mucca e le condutture dell' aria compressa del treno sono andate in frantumi. La mucca stava in mezzo ai binari ed il macchinista e capotreno si sono adoperati per risolvere il problema sotto la pioggia battente. Abbiamo atteso che arrivasse il treno delle 18.50 da Roma per fare il trasbordo. Non è la prima volta che accade: 15 -20 anni fa abbiamo investito un gregge di pecore».

Dopo il passaggio sul nuovo treno le sorprese non finiscono.

«Il treno che ci ha soccorso», continua Luciani, « il 24060 aveva una porta della toilette chiusa con una strisciata di nastro adesivo verde, chiaramente staccatosi e quindi inequivocabilmente aperta con il suo buco del water clamorosamente alla portata di tutti».

E le istituzioni?

«La politica parla di un nuovo binario», dice, «fino a Guidonia che aumenti il flusso di treni fino a Roma. C'è stato l'incontro tra i due assessori ai trasporti della regione Lazio, Lollobrigida e Abruzzo, Giandonato Morra ma non sappiamo nulla. Continuiamo a scrivere e a non ricevere risposta. Alcune mail inviate in Regione ritornano indietro. Non sappiamo più cosa fare. Quello che chiediamo è un incontro con le istituzioni. Assessore, sono sempre questi i treni nuovi che ci aveva promesso?». Intanto la situazione si surriscalda tra Federcopa (Federazione dei Comitati pendolari Abruzzo) e Arpa che sta pensando di procedere dal primo dicembre ad una riorganizzazione ed integrazione dei sevizi di trasporto pubblico su gomma nella tratta Sulmona-Roma.

«Non ci deve essere nessuna accelerazione da parte dell'Arpa», frena Francesco Di Nisio presidente Federcopa, «ma al contrario serve un confronto preventivo tra la Regione Abruzzo, l'azienda di trasporto e la Federcopa per studiare insieme le strade da percorrere. Siamo sbalorditi dal leggere che l'Arpa vuole sopprimere una coppia di corse, integrandole con i servizi del bacino di Avezzano».

Di Nisio ha poi spiegato che la Federcopa «non fa parte di chi dice ?no' a tutto e a tutti i costi. Sappiamo la situazione drammatica che vive il paese e sappiamo quali sono i tagli che il governo farà al tpl(trasporto pubblico locale), per questo chiediamo di sederci intono a un tavolo. Noi ribadiamo solo la volontà di garantire il servizio diretto per le corse dei pendolari (5.00, 6.20 e 8.00 da Sulmona e 15.00, 17.50 e 19.00 da Roma), cercando integrazioni con l'Arpa sulle altre corse. Integrazioni che sarebbe più logico trovare con le decine di corse che vanno verso Pescara. Un caso di buona politica e un impegno mantenuto dall'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, con la popolazione del Centro Abruzzo, non possono essere stravolti così»

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