Iscriviti OnLine
 

Pescara, 10/04/2026
Visitatore n. 752.990



Data: 28/10/2011
Testata giornalistica: La Stampa
Tpl taglia il personale, a casa 100 dipendenti. Tpl nella bufera

Cento dipendenti in meno rispetto agli attuali quattrocentotrenta. È la ricetta-shock che i sindacati temono venga applicata all'organico dalla società Trasporto pubblico locale, che ieri ha annunciato l'eliminazione dei contratti integrativi per i lavoratori per risparmiare circa due milioni di euro all'anno dopo i tagli del governo. Maurizio Maricone, presidente della Tpl, ha inviato una lettera al presidente provinciale Angelo Vaccarezza e ai sindaci. «I fondi per il trasporto pubblico passeranno nel 2012 da 119 a 50 milioni di euro, con una contrazione superiore al 50 per cento», rende noto Maricone. In primo luogo si parla di «rivisitazione totale della rete di trasporto», col dimezzamento delle corse sulla costa (escluse le fasce orarie dalle 7 alle 9, dalle 12 e alle 14,30, dalle 17 alle 19), con la limitazione delle tratte extraurbane per studenti e lavoratori in Val Bormida agli orari di maggiore afflusso, col passaggio a un solo viaggio di andata e ritorno al giorno verso i paesi dell'entroterra. È allo studio anche una nuova stangata sui biglietti. Lacrime e sangue anche per le maestranze, con «l'esodo del personale in esubero» e la «cancellazione della contrattazione di secondo livello», che rendeva agli autisti circa trecento euro al mese. «È necessario che oggi il suo ente esprima un giudizio sul livello di servizio e qualità che vuole offrire ai propri cittadini. Ogni ente si trova nella condizione di scegliere se accompagnare la nostra società in un percorso di mantenimento qualitativo oppure se erogare un minore servizio e fermare il processo di investimenti», è l'ultimatum di Maricone agli amministratori. Nei giorni scorsi gli autisti hanno incontrato il consigliere regionale Marco Melgrati e l'esponente albenganese del Popolo della libertà Anna Borello. «Esisteva un protocollo di intesa a tutela dei lavoratori, firmato al momento della fusione. L'accordo garantiva che i dipendenti che vivono nell'albenganese non dovevano essere trasferiti a Savona. Questo impegno è stato disatteso. A dicembre, con la chiusura del deposito di Finale, ci sarà lo stesso problema», protesta Melgrati. Ancora: «Quest'anno state compiute circa settecento contestazioni al personale, forse per cercare un motivo per trasferirlo nel Savonese e in Valbormida? A un autista è stato contestato un arrivo ad Alberga con quindici secondi di anticipo. Alcuni conducenti fanno solo un riposo al mese e vengono costretti a pagare sanzioni per un graffio allo specchietto, mentre il continuo ricorso a consulenze esterne erode il bilancio. Ci sono autobus che consumano un litro al chilometro, non si usa quello a gpl perché manca la volontà di ripararlo. La corsa per Vellego è effettuata da un mezzo di tonnellaggio superiore a quello previsto dalla portata della strada. In caso di incidenti, di chi sarebbe la responsabilità?».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it