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Data: 28/10/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
E l'Amat senza soldi premia i suoi vertici. In bilico gli stipendi per i dipendenti, ma il cda approva l'aumento per i dirigenti.

L'AMAT che non riesce a pagare gli stipendi ai dipendenti aumenta le retribuzioni dei dirigenti: aumenti che arrivano a 10 mila euro all'anno e che porteranno nel triennio 2012-2014 le buste paga di tutti e nove i vertici burocratici dell'azienda intorno ai 120 mila euro. Gli aumenti in busta paga sono stati varati ieri sera durante una tesissima riunione del consiglio di amministrazione Amat che ha messo in minoranza il presidente Mario Bellavista: la delibera, iscritta all'ordine del giorno su richiesta del vice presidente Giuseppe Giordano, uomo del sindaco Diego Cammarata, è passata con i voti favorevoli di Giordano e del consigliere Antonino Caronia. Contrario il presidente Bellavista, Pid, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni: «Tutto quello che avevo da dire l'ho messo a verbale». Lo spirito della delibera approvata ieri in cda è quello di livellare, al rialzo, tutte le retribuzioni dirigenziali: equiparare gli stipendi di chi guadagna meno a quelli di chi guadagna di più con l'obiettivo di portare le retribuzioni in tre anni a circa 120 mila euro a testa. Per chi guadagna meno gli aumenti nel triennio saranno di circa 10 mila euro: trentamila euro in tre anni. A beneficiare degli aumenti saranno tutti e nove i dirigenti dell'azienda del trasporto pubblico: Marcello Bartolone, Pasquale Spadola, Carmelo Quattrocchi, Andrea Litro, Domenico Caminiti, Renato Pilara, Francesco Lupo, Paolo Piazza e Ferdinando Carollo, che attualmente ricopre anche il ruolo di direttore. Il provvedimentoè destinatoa far discutere: l'azienda, che ha debiti con le banche per oltre 50 milioni, riesce a malapena a pagare gli stipendi. Ad agosto, per la prima volta nella storia dell'Amat, gli autisti hanno bloccato gli autobus in rimessa paralizzando per un giorno interno il servizio di trasporto pubblico: quasi alla vigilia di Ferragosto non avevano ancora ricevuto lo stipendio di luglio. Gli aumenti in busta paga per i dirigenti potrebbero scatenare la rivolta del resto dei lavoratori: il nuovo contratto integrativo che prevede aumenti, anche se minimi, in busta paga per tutti i 1.900 dipendenti è infatti bloccato da mesi per carenza di risorse. Il cda ha affrontato anche la vicenda della nomina del nuovo direttore generale: ieri Vincenzo Cannatella, presidente dell'Amap, ha preso il posto di Gaetano Lo Cicero nella commissione che dovrà valutare le candidature. In corsa c'è solo Domenico Caminiti. Ieri intanto al Comune è riesplosa la mina Gesip: i sindacati hanno incontrato il direttore generale di Palazzo delle Aquile Gaetano Lo Cicero che ha proposto la firma di una nuova convenzione ma solo per quattro mesi. I 45 milioni che il governo Berlusconi ha stanziato per l'azienda, pur non essendo materialmente ancora arrivati sono praticamente già finiti: basteranno solo fino a febbraio. «A quel punto saremo in piena campagna elettoralee chi si occuperà di noi?», dicono i sindacati che dopo l'incontro, compatti, hanno proclamato lo stato di agitazione. «Chiediamo che venga convocato da subito un tavolo di crisi in prefettura: se entro la fine dell'anno non ci saranno certezza sul nostro futuro dal primo gennaio incroceremo le braccia a tempo indeterminato». sa

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