Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 29/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Licenziamenti, la Cgil chiama all'unità «Vada a casa Berlusconi». Verso un'intesa con Cisl e Uil sul no al pacchetto Ue

ROMA. «Non abbiamo bisogno di alcun tavolo di discussione, perché il tema dei licenziamenti non è un problema da affrontare e discutere». Così il leader della Cgil, Susanna Camusso, dal palco di piazza del Popolo dove ieri mattina hanno manifestato migliaia di pensionati della Cgil contro le politiche del governo, ha risposto all'invito del ministro Sacconi di aprire un confronto con le parti sociali.
Ma la leader della Cgil non ha perso l'occasione per rinnovare l'appello all'unità a Cisl e Uil: «Ritroviamoci a discutere e ricostruiamo le ragioni unitarie - ha detto Camusso - perché divisi si viene sempre penalizzati. Diciamo anche a Cisl e Uil che abbiamo apprezzato il loro giudizio sulla lettera all'Ue e il fatto che abbiano ritrovato la parola sciopero, che sembrava abrogata».
Dopo lo strappo di due anni fa sui contratti e sulla vertenza Fiat il sindacato potrebbe dunque ritrovare l'unità perduta. Se la Camusso infatti ieri mattina ha detto da piazza del Popolo che «l'unico da licenziare è Berlusconi», da piazza Santi Apostoli - dove protestavano gli statali Uil per chiedere migliori condizioni di lavoro e tagli ai costi della politica - le ha fatto eco Luigi Angeletti: «Il governo cambi registro o proclameremo lo sciopero generale», ha detto infatti il segretario della Uil. Per Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, «la questione dei licenziamenti crea solo casino, è solo una vera e propria provocazione ideologica», e le misure contenute nella lettera all'Unione europea «non costituiscono certo una leva per lo sviluppo».
Unità ritrovata dunque sul "no" al progetto del governo sui licenziamenti, così che sembra davvero sempre più solida l'ipotesi che Cgil, Cisl e Uil organizzino una manifestazione unitaria.
Le segreterie sono già al lavoro per trovare un'intesa e anche Angeletti ha confermato un incontro nei prossimi giorni fra i tre leader sindacali «per vedere se ci sono convergenze» sul modo di opporsi agli impegni contenuti nella lettera del governo italiano all'Unione Europea, a partire dalle norme sui licenziamenti. «L'unità - ha detto il segretario della Uil - serve per risolvere i problemi. La richiesta della Bce è infondata. Non la faremo passare. Sui licenziamenti il governo sta facendo cose irragionevoli».
In questo clima nella serata di ieri è arrivata la dichiarazione di Emma Marcegaglia, che ha rivolto un appello ai sindacati a «lavorare insieme e a ragionare insieme sulla revisione dei temi del mercato del lavoro. Non è con posizioni ideologiche di chiusura che si risolvono le cose, e in questo momento irrigidire le posizioni è deleterio».
La presidente di Confindustria ha poi ammesso che «abbiamo un mondo del lavoro che non funziona bene», evidenziando che ci sono «troppe flessibilità in entrata e troppe rigidità in uscita che vanno ridotte, aumentando gli ammortizzatori sociali, lavorando di più sulla formazione, riducendo la flessibilità in entrata, per una «revisione completa dei temi del mercato del lavoro».
Secondo la presidente di Confindustria un autunno caldo in questo momento «renderebbe tutto più complicato e il Paese più debole».
Nonostante questa apertura al sindacato Marcegaglia ha definito la lettera inviata dal governo all'Unione europea «un passo nella direzione giusta».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it