Tasse, meno due. Tanti sono i giorni che mancano alla scadenza del periodo di sospensione della restituzione di quanto non versato dopo il sisma. E non c'è ancora traccia nè di proroga nè di abbattimento della cifra. Da martedì, salvo - poco probabili - colpi di scena dell'ultima ora, gli aquilani saranno formalmente costretti a pagare in soli due mesi, entro il 16 dicembre, ben dodici delle 120 rate previste dal piano di ammortamento, quelle, cioè, di un anno intero. La situazione è la seguente: la frenetica corsa degli ultimi giorni alla ricerca di una proroga minima di due mesi (almeno fino a fine anno) non ha prodotto, ad oggi, nulla di concreto. Non esiste, infatti, un documento su cui ragionare. Si sta lavorando per inserire l'ulteriore dilazione nel decreto sviluppo che il Governo sarà chiamato a ratificare nei prossimi giorni. C'è bisogno di un provvedimento legislativo e non di un semplice atto amministrativo visto che si va a impattare sul bilancio dello Stato e serve individuare una copertura economica. In linea puramente teorica c'è ancora tempo a disposizione visto che le scadenze fiscali sono previste quasi per tutti a fine novembre. Sono già molto penalizzate, però, le amministrazioni che hanno deciso di effettuare la trattenuta nella prossima busta paga. Pagano, questi dipendenti pubblici, il fatto che come già accaduto più volte in questi due anni e mezzo si è sempre arrivati sul filo di lana. È evidente, in ogni caso, che la situazione è di grande confusione e che il malcontento rischia di esplodere già dall'inizio della prossima settimana.
Il sindaco Massimo Cialente ieri ha attaccato: «Temo che saremo costretti nei prossimi giorni a scendere nuovamente in piazza. La vicenda tasse è decisiva per la sopravvivenza della nostra comunità. In queste ore alcuni sostituti d'imposta stanno predisponendo lettere con le quali si dice che negli stipendi di novembre e dicembre ci saranno trattenute tali che molti non vedranno la tredicesima a Natale».
Nel frattempo ieri il Comune ha incontrato le associazioni di volontariato per un confronto sul nuovo piano di Protezione civile. Nell'affollata sala di via Maiella numerose realtà hanno raccolto l'invito dell'amministrazione. «Abbiamo chiesto una mappatura delle risorse umane e dei mezzi - ha detto l'assessore comunale Roberto Riga -. Abbiamo inoltre proposto che siano le stesse associazioni di volontariato a gestire le aree di attesa». Il Comune nel frattempo ha avviato la stampa delle trentamila brochure informative e ha indetto la gara d'appalto per l'acquisto della segnaletica necessaria a identificare la aree di attesa e accoglienza in caso di terremoto.