Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 30/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse, scatta la mobilitazione per dire no alla stangata. La Cgil e l'assessore Pezzopane: nuovo rinvio e abbattimento del 60%

Per far fronte al pagamento delle rate del 2011 gli aquilani saranno costretti a rinunciare alla tredicesima e a una parte dello stipendio

L'AQUILA. Non basterà l'intero stipendio di novembre, a un lavoratore medio, per restituire le tasse arretrate. Se non arriva un provvedimento immediato, che proroga i pagamenti e abbatte del 60% le imposte da restituire, la tasche degli aquilani subiranno un vero salasso. A fare i conti sulle buste paga è il segretario della Cgil, Umberto Trasatti, che si dice pronto a invocare la mobilitazione generale. E di stangata per le famiglie parla anche l'assessore comunale alle Politiche sociali, Stefania Pezzopane: «Torniamo a sollecitare una misura che sarebbe dovuta arrivare da tempo e che conceda agli aquilani gli stessi diritti all'epoca riconosciuti ai cittadini terermotati di Marche, Umbria e Molise».
La situazione, secondo la Cgil, è al collasso che si tradurrà nella perdita della tredicesima e di mezzo stipendio. «Tanto uscirà entro dicembre delle tasche dei lavoratori e dei pensionati», sottolinea il segretario Umberto Trasatti, «se il governo non manterrà la promessa di prorogare la restituzione delle tasse non pagate dopo il terremoto e di abbattere l'importo da restituire. Nel frattempo, già oggi, a causa dei ritardi e dell'incertezza riguardanti gli eventuali provvedimenti, alcune aziende hanno già effettuato le prime trattenute sugli stipendi dei dipendenti, mentre tutte le altre imprese e tutti gli enti hanno predisposto gli atti necessari a recuperare l'intera somme già nel mese di novembre. Un lavoratore con uno stipendio netto di 1.400 euro e senza carico familiare dovrà restituire 1.313 euro di sola Irpef (con moglie e due figli a carico l'importo ammonta a 1.245 euro), cui vanno aggiunti circa 500 euro di contributi Inps che lo stesso lavoratore dovrà ridare all'istituto previdenziale. Per questo diciamo che un singolo stipendio non basterà: ci vorranno appunto l'intera tredicesima e metà dello stipendio. E viene da chiedersi cosa faranno gli aquilani che hanno perso il lavoro»
Il salasso colpirà pure le imprese, che dovranno restituire, oltre all'Irpef, anche i contributi Inps sospesi e a carico delle aziende, nonché l'Irap. Con conseguenze disastrose, per il sindacato, anche sui consumi.
Sia la Cgil che l'assessore Stefania Pezzopane sottolineano come «la beffa sia ancora più amara, se si considera che nel prossimo decreto sviluppo si paventa la possibilità di ben 12 condoni fiscali. Il governo salva gli evasori, quelli che le tasse non le pagano, e penalizza gli aquilani a cui è stato concesso di non pagarle a causa del terremoto».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it