Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/04/2026
Visitatore n. 753.119



Data: 31/10/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
«No a lacrime e sangue per autisti Atac, piuttosto si dimettano i vertici» L'opposizione fa quadrato per difendere i dipendenti dell'Atac

L'opposizione contro i rimedi anticrisi dell'ad Carlo Tosti. Il senatore Idv Stefano Pedica:"Abbiamo denunciato da tempo i guasti di parentopoli. L'Atac sta seguendo l'esempio del governo nazionale: invece di tagliare i soldi ai manager, penalizza i dipendenti"

Lacrime e sangue per gli autisti e gli operai dell'Atac. È il rimedio prospettato dall'ad Carlo Tosti in una lettera inviata ai 12mila dipendenti di fronte al rischio per niente lontano del fallimento dell'azienda. E l'opposizione fa quadrato per difendere i dipendenti dell'Atac.

"Come al solito tocca a loro pagare gli sprechi e i danni della parentopoli targata Alemanno - dichiara il consigliere Pd Paolo Masini - meno soldi in busta paga e più ore di lavoro per consentire di pagare lo stipendio a spogliarelliste, ex terroristi Nar e nipoti vari". "A metà settembre - ricorda il collega di partito Alfredo Ferrari - il management Atac ha presentato una semestrale in netto miglioramento. Adesso l'ad Tosti invia ai dipendenti una lettera che preannuncia crisi nera. Le due cose, è evidente, sono inconciliabili e i vertici dell'Atac farebbero meglio a dimettersi".

"Abbiamo denunciato da tempo i guasti di parentopoli - afferma il senatore dell'Italia dei valori Stefano Pedica - L'Atac sta seguendo l'esempio del governo nazionale: invece di tagliare i soldi ai manager, penalizza i dipendenti. In altre parole: si favorisce la "cricca" a danno dei lavoratori". Per denunciare l'accaduto Pedica annuncia un'interrogazione parlamentare.

"I disastri di parentopoli e il conflitto tra il sindaco Alemanno e la presidente della Regione Polverini non possono scaricarsi sulla pelle dei lavoratori - protesta
anche il capogruppo Pd di Roma Capitale Umberto Marroni - Questo scontro tra un primo cittadino ormai sempre più in difficoltà e l'arrogante governatrice sta bloccando il trasferimento dei fondi del trasporto pubblico locale che la Regione deve al Comune, e l'attuazione del piano industriale". Lo stesso ad Tosti nella lettera inviata ai dipendenti dice che dal 2009 l'Atac ha registrato il mancato trasferimento di 100 milioni l'anno, relativi proprio al rinnovo dei contratti".

Secondo il consigliere Pd Massimiliano Valeriani, soltanto la Regione deve al Comune 40 milioni di euro. Ferrari ricorda che per rilanciare l'azienda era stato chiesto ai vertici di procedere con l'internalizzazione delle manutenzioni, di adottare procedure di gara trasparenti, di intraprendere un serio piano di recupero dell'evasione, utilizzando gli esuberi degli ultimi assunti amministrativi per incrementare il numero dei verificatori. "Niente di tutto questo è stato fatto", accusa il consigliere. "Per questo è sacrosanto lo sciopero indetto dai sindacati. Mercoledì in aula faremo sentire la nostra voce", riprende Marroni.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it