Australia isolata. Disagi in tutto il mondo, 70 mila passeggeri a terra
LONDRA - Una decisione senza precedenti che lascia a terra 70.000 passeggeri in tutto il mondo e cancella 600 voli in un solo giorno. La compagnia australiana Qantas è ricorsa alla misura estrema di sospendere l'intera attività dei suoi aerei da ieri per un periodo indefinito, con la prospettiva di perdere circa 15 milioni di euro ogni 24 ore. E da domani a tutti i dipendenti verrà bloccato lo stipendio. Il risultato è il caos nei maggiori aeroporti del mondo (solo a Heathrow, a Londra, 1.500 persone sono rimaste a terra) con l'Australia quasi isolata proprio nei giorni in cui a Perth si tiene il summit del Commonwealth e diciassette capi di governo rischiano di dover passare a terra più giorni del previsto.
La straordinaria misura decisa dal ceo della compagnia, Alan Joyce, arriva dopo mesi di sciopero a singhiozzo che hanno coinvolto piloti, personale di terra e di bordo, ingegneri e meccanici. Da quando Qantas ha presentato il piano di ristrutturazione e il progetto di aprire una linea low cost a Singapore (assumendo personale in loco) i tre sindacati che rappresentano i lavoratori sono sul piede di guerra. Si temono licenziamenti e il congelamento dei salari. Il periodo di agitazione è costato alla compagnia oltre 50 milioni di euro e la serrata è stata una decisione forzata: «Siamo in crisi, non abbiamo altra opzione che questa», ha commentato desolato Joyce. Ma la notizia, uscita venerdì, che il suo stipendio sarebbe aumentato del 70%, non ha sicuramente aiutato la risoluzione della vertenza.
Il governo australiano, preoccupato per l'enorme impatto economico che graverà sul Paese, è intervenuto per tentare di conciliare le parti. «Sono molto turbato per il futuro della Qantas», ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Anthony Albanese. «Ho chiesto al tribunale di ordinare la fine dell'astensione dal lavoro dei dipendenti e del blocco dei voli deciso dal management». Ma i giudici ieri hanno sospeso l'udienza per rinviarla a oggi.
Palpabile l'imbarazzo della premier australiana Julia Gillard, occupata in questi giorni a ospitare non solo i leader del Commonwealth, ma anche la regina Elisabetta II d'Inghilterra, in visita ufficiale nel Paese. Per fortuna Sua Maestà è arrivata con un volo British Airways e non avrà problemi a ripartire. «Sono preoccupata. La disputa potrebbe avere ripercussioni sull'economia nazionale», ha commentato ieri nel bel mezzo della crisi. Le migliaia di passeggeri lasciati a terra sfogano la rabbia su Twitter e Facebook. Sul sito Qantas l'avviso per tutti è di non andare neppure in aeroporto finché la compagnia non riprenderà a essere operativa. Il prezzo del biglietto sarà interamente rimborsato o si potrà cambiare la prenotazione per un giorno successivo.
Il Canguro Volante, come viene chiamata la Qantas, è la seconda compagnia più vecchia al mondo, fondata nel 1920 nel Queensland. Opera 5.500 voli domestici e 1.000 internazionali a settimana. Ma ieri, dicono i dipendenti, è stata la giornata più nera della sua storia. «Hanno preso una misura davvero eccessiva», ha criticato Steve Purvinas, capo degli ingegneri dell'industria aerea australiana. «Anche perché per le prossime tre settimane avevamo cancellato tutti gli scioperi».