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Data: 31/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atac, via gli integrativi a impiegati e meccanici sindacati in rivolta

Sindacati sul piede di guerra all'Atac. L'azienda ha comunicato ai 12 mila dipendenti che a partire da gennaio non verranno più applicati i contratti integrativi. Accordi che risalgono a oltre 10 anni fa e che vanno ridiscussi. La decisione andrebbe a colpire in modo sensibile le retribuzioni di impiegati e manutentori e comporterà anche un aumento delle ore di lavoro - da 37 settimanali e 39 - a partire dal 10 dicembre. Non è ancora chiaro se saranno toccati anche i macchinisti e gli autisti. La decisione è stata comunicata ai lavoratori con una lettera dall'ad Carlo Tosti.
Domani mattina tutte le sigle sindacali si ritroveranno in un Sit-in al deposito della Prenestina (e ci saranno anche i lavoratori della Ciclat che non percepiscono lo stipendio da 2 mesi). La Faisa-Cisal ha già convocato uno sciopero di 4 ore per il 7 novembre. Poi sarà la volta dei confederali. «Quello che sta avvenendo è paradossale - commenta il segretario Camponeschi - soprattutto se pensiamo che proprio in questi giorni la Regione Lazio, che deve 430 milioni all'Atac, ha concluso l'accordo sul contratto di servizio col Cotral. Cosa c'è dietro?».
Il malumore dei sindacati non è nato ieri. I tagli imposti dalla legge di stabilità ricadranno sull'Atac per circa 60/70 milioni. Da qui i timori per la tenuta dei conti e per l'attuazione del Piano industriale, nonostante una semestrale positiva (+55 milioni). Per un vecchio contenzioso tra l'azienda e l'ente locale ballano 200 milioni di euro. «Non abbiamo tagliato un euro - chiarisce l'assessore regionale ai Trasporti Lollobrigida - ci siamo limitati a prospettare la situazione una nuova modulazione delle risorse e l'adeguamento del sistema tariffario». Il Pd romano, dal capogruppo Marroni a Valeriani, attacca Alemanno: «Sta distruggendo l'azienda facendone pagare il peso ai lavoratori».

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