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Pescara, 14/04/2026
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Data: 31/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il terremoto non lascia in pace L'Aquila. Ieri dodici scosse, la più forte di magnitudo 3,6. La gente, impaurita, scende in strada

La terra continua a tremare all'Aquila. Una scossa abbastanza forte, di 3,6 gradi di magnitudo, con epicentro nella zona di Collimento, Tornimparte, Lucoli, Borgorose, Scoppito (zona est della città) è stata distintamente avvertita dalla popolazione che, impaurita (soprattutto nei comuni dell'epicentro), è scesa in strada.
Torna dunque la paura tra i cittadini, e il tam tam ha raggiunto immancabilmente anche l'inevitabile social network Facebook. Tra i numerosi commenti lasciati in bacheca ci sono quelli di chi si aspetta un commento da parte di Giampaolo Giuliani, e di chi ha scritto di nutrire addirittura forti dubbi sul reale grado di magnitudo registrato dall'Ingv o dall'altro sito di sismologi Iside. Il terremoto è stato sentito anche nella Marsica, da giorni epicentro di altri movimenti tellurici di lieve entità.
La scossa sismica di ieri pomeriggio è stata nettamente percepita anche allo stadio Fattori dove si giocava la partita di Seconda divisione L'Aquila-Catanzaro: in quel momento il risultato era di 1-1 e la gara diretta dall'arbitro Vincenzo Todaro di Palermo è proseguita regolarmente sino al termine, con identico risultato. Solo pochi spettatori hanno deciso di lasciare lo stadio per ritornare immediatamente tra i familiari. Un'ora e mezza dopo la scossa di terremoto ulteriori movimenti della terra hanno spaventato i residenti degli stessi comuni prossimi all'epicentro.
Sono state in tutto dodici le scosse registrate dal sito Iside, il sistema italiano di rilevamento dei terremoti. La seconda per intensità è stata di 2 punti della scala Richter, ed è stata registrata a poche decine di metri dalla prima, a una profondità di 8.8 chilometri. I centralini dei vigili del fuoco sono stati mandati in tilt da parte di cittadini che chiedevano spiegazioni su quanto accaduto e per chiedere come comportarsi. Dalle verifiche effettuate dalla sala Situazione Italia del dipartimento della Protezione civile non risultano danni a persone o cose.
Il violento e inaspettato risveglio della terra nell'Aquilano ha riportato alla luce ferite mai sanate nella cittadinanza. «Da oltre due ore che il mio cellulare squilla in continuazione -racconta il sindaco di Lucoli, Valter Chiappini- La domanda più frequente dei cittadini è: cosa dobbiamo aspettarci? A tutti spiego che sono un comune mortale come loro, non ho informazioni più precise e non so prevedere cosa possa accadere nelle prossime ore. Questa scossa, che noi abbiamo sentito distintamente e sembrava interminabile, ha risvegliato i fantasmi del passato. Danni? Nessuno. D'altra parte, più di quelli che già ci portiamo dietro dal 6 aprile 2009 è davvero difficile averne».
Stesse scene di paura anche a Villagrande di Tornimaprte dove i clienti di un bar si sono immediatamente ritrovati in piazza, insieme ad altri residenti. «Abbiamo sentito anche le altre scosse che si sono susseguite dopo quella di magnitudo 3,6 -hanno raccontato alcuni avventori del bar che si trova al centro della frazione- , in particolare quella delle 17,20 di magnitudo 2, qui c'è tanta paura».
E pensare che per ironia della sorte proprio ieri l'altro, nell'aula di udienza (riservata normalmente alla Corte di Appello) del Tribunale a Bazzano si è svolta la quinta udienza dibattimentale contro i sette scienziati della Commissione grandi rischi, accusati dalla Procura aquilana di aver in qualche modo lanciato segnali tranquillizzanti sullo sciame sismico in atto prima della maledetta notte del 2009.

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