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Pescara, 14/04/2026
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Data: 31/10/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Politica in fermento - Pdl, parte la corsa alla guida del partito. Il Pd in stallo sulla candidatura Cialente. Nell'Udc fa discutere il caso Gaspari

A mezzanotte il Popolo della libertà chiude il tesseramento in vista dei congressi provinciali di dicembre

PESCARA. «Sarà un vero boom». I dirigenti del Pdl abruzzese non si sbilanciano con i numeri. Ma questa sera, a mezzanotte, il partito chiude il tesseramento - il primo vero tesseramento nella sua storia - e nelle quattro province si profila già un successo di adesioni, alimentato dal meccanismo del tesseramento e dagli imminenti congressi provinciali. «I candidati stanno galoppando», dicono al partito, «e poi bisogna darsi da fare, perché Alfano non scherza».
Il quadro politico è in movimento soprattutto in provincia di Pescara dove i due reggenti, Andrea Pastore e Lorenzo Sospiri, dovranno difendere senza cedimenti il loro incarico. La lista di chi punta a conquistare la segreteria provinciale (sdoppiata tra area cittadina e metropolitana) è lunga: Alfredo Castiglione, Federica Chiavaroli, Riccardo Chiavaroli, Nazario Pagano, Guerino Testa (e si potrebbe aggiungere un eccetera). Una folla. Che si moltiplica in tessere, perché saranno i tesserati (10 euro il costo dell'iscrizione) a votare ai congressi provinciali i loro candidati. Un secondo moltiplicatore di tessere è quella regola dello statuto che limita solo ai "soci" (i tesserati da 50 euro) la candidatura alle cariche elettive comunali, provinciali, regionali, politiche (consiglieri regionali e parlamentari già in carica versano invece mille euro).
Meno combattuti i passaggi nelle altre province. A Chieti difficilmente si vedrà un candidato opporsi all'uscente Mauro Febbo. L'Aquila dovrebbe conservare il ticket Massimo Verrecchia-Gianfranco Giuliante. A Teramo, dove il partito è governato dal senatore Paolo Tancredi, potrebbe profilarsi la candidatura dell'assessore regionale Paolo Gatti, molto attivo in questi giorni nel portare adesioni al partito. I congressi dovranno essere celebrati entro la prima decade di dicembre. Nel frattempo il Pdl dovrà anche indicare i candidati alle amministrative. Ma il partito è ancora in ritardo, in particolare all'Aquila, dove la riconquista del Palazzo di città è vitale per il centrodestra, anche nella prospettiva del voto regionale.
Sull'Aquila il Pdl non ha ancora un candidato spendibile. E non si profila neanche all'orizzonte. L'ipotesi Giorgio De Matteis, che sembrava credibile fino a qualche settimana, viene contraddetta dalle scelte dell'Mpa nazionale che ha abbracciato la causa centrista. Saranno le primarie a sciogliere il nodo? Nel partito allargano le braccia: «Ma sarà poi vero che ci saranno le primarie?».
I democratici Dovrebbe essere più ottimista il Pd che senza primarie si trova già in campo un sindaco uscente desideroso di continuare l'incarico. Massimo Cialente ha spiazzato tutti dicendosi pronto alla ricandidatura. Ha spiazzato soprattutto il suo partito, che stava pensando a uno scambio di poltrona tra Cialente e Giovanni Lolli. Uno scambio difficile, ma ritenuto necessario. Innanzitutto per fare posto a Lolli che nel 2013 terminerà la sua carriera di parlamentare e cercherà spazi in regione. In secondo luogo perché il sindaco Cialente è visto da alcuni settori del partito «poco difendibile in campagna elettorale», perché se la ricostruzione all'Aquila è ferma, «il Comune non è esente da colpe». Un timore che sarebbe confermato da un sondaggio chiuso nei cassetti del partito. Il sondaggio vedrebbe Lolli in leggero vantaggio su Cialente. Lascerebbe invece il campo libero Stefania Pezzopane che ha già un posto assicurato al Parlamento.
L'effetto Gaspari Molto preoccupato della discesa in campo di Lucio Gaspari, figlio di Remo, è il presidente della provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, che fino all'ultimo ha sperato che le voci sulla candidatura del chirurgo fossero «una bufala».
Il problema è che in un partito che viaggia sul 6-5% ci si fa ombra facilmente. Se il presidente aveva pensato al Parlamento, Lucio Gaspari gli sbarra la strada. Se aveva pensato alla Regione, gliela sbarra Rodolfo De Laurentiis, il consigliere di amministrazione della Rai al quale non dispiacerebbe conquistare palazzo Silone. Come? In alleanza con il centrosinistra. Altro problema per Di Giuseppantonio che invece siede volentieri in Provincia con un'alleanza di centrodestra.

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