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Pescara, 14/04/2026
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Data: 31/10/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Licenziamenti, ecco l'ipotesi allo studio. Alla base del progetto la scomparsa dei vari contratti precari e a tempo determinato

ROMA - Modello scandinavo, flexsecurity. E' questo il mercato del lavoro al quale il giuslavorista senatore del Pd, Pietro Ichino, si è ispirato nella messa a punto del disegno di legge presentato l'11 settembre del 2009, e che porta la firma di altri 54 esponenti del suo partito. E' quello che il premier - e ora anche il ministro del Welfare - indicano come la strada da seguire. Si tratta di un «Codice del lavoro» che ha lo scopo di mettere in ordine, semplificandola, tutta la complessa legislazione in materia. Alcuni articoli riguardano anche i licenziamenti. Non cambia nulla per quelli discriminatori, che restano illegittimi e per i quali il giudice può disporre la reintegrazione sul posto di lavoro e eventuali risarcimenti danni. Restano consentiti anche quelli disciplinari (giusta causa) con l'onere della prova a carico del datore di lavoro. Anche in questo caso, di fronte ad un ricorso, il giudice può disporre il reintegro. La vera novità della proposta Ichino riguarda i licenziamenti individuali per motivi economici, tecnici o organizzativi. Possibili anche nelle aziende con più di 15 dipendenti e senza la spada di Damocle del reintegro. A due condizioni, però: si applica solo ai nuovi assunti; la scomparsa dei contratti a tempo determinato, salvo i casi di stagionalità e sostituzione temporanea. Al lavoratore spetterà una corposa indennità e soprattutto una assistenza da parte della stessa azienda che lo ha licenziato nella ricerca di un nuovo lavoro e una nuova qualificazione. Andrebbe ad applicarsi così, spiega Ichino, «un trattamento di tipo scandinavo, che collocherebbe l'Italia tra i Paesi dove è garantita ai lavoratori la maggiore sicurezza economica e professionale».

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