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Pescara, 14/04/2026
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Data: 01/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fli chiede le carte della Mirus Russo: nessun aiuto dai politici

Punto primo: «Lavoro al 90 percento con società private, gli incarichi ricevuti dalle amministrazioni pubbliche rappresentano quindi una minima parte del mio business, e comunque tutto è certificato alla luce del sole». Punto secondo: «I 470mila euro per tre anni indicati come previsione di spesa per la costituzione del centro commerciale naturale sono a mio avviso una cifra minima. In verità occorrerebbero risorse ben più consistenti per sfidare con mezzi adeguati la concorrenza degli iper e dell'Outlet. Se i negozianti pescaresi contano di spendere meno, parlo da consulente esperto, vuol dire che non hanno capito la battaglia che li attende. Un conto è fare promozione per farsi conoscere in via Firenze, altra cosa è lottare con i colossi in tutta la regione e oltre. Si tratta di investire, non di spendere, ma sta a loro decidere».
Così parla Michele Russo, guru della comunicazione e titolare della Mirus, società finita nel mirino dell'opposizione e in particolare di Fli, a Palazzo di Città, per aver ottenuto l'incarico del piano marketing e finanziario del nascente centro commerciale naturale. La spesa stimata di 470 mila euro in tre anni ha fatto saltare sulla sedia più di un negoziante coinvolto nell'operazione nonché il presidente di Confcommercio Ezio Adizzi, «il consorzio si fonda su altri presupposti, le cifre ipotizzate dalla Mirus i commercianti non se le possono permettere, specie in questi tempi di crisi» ha detto Ardizzi. Sulla stessa lunghezza d'onda è l'assessore al commercio Stefano Cardelli, pronto a far sedere allo stesso tavolo negozianti, amministratori di maggioranza e di opposizione e i sindacati pur di partorire la creatura.
Ma è sul rapporto tra Comune e Mirus che Fli e Rifondazione chiedono chiarezza. Le loro sortite hanno aperto in Comune un caso-Mirus. Al di là della legittimità dell'incarico di consulenza, Acerbo considera «poco opportuno» che l'amministrazione comunale abbia affidato un incarico a chi, come Michele Russo, è stato regista di campagne elettorali di sindaci e presidenti di Provincia ed ha assunto incarichi (la presidenza della Gtm) in quota al centrodestra. Fli ieri è andata oltre e per voce del segretario cittadino Fabio Di Paolo, del capogruppo in consiglio provinciale Gianni Teodoro e del capogruppo comunale Massimiliano Pignoli ha chiesto all'assessore Cardelli il ritiro della delibera e ha annunciato l'avvio d i «un'operazione verità e trasparenza» sul caso, distribuendo ai commercianti «copia della deliberazione provvisoria del consiglio comunale del 13 settembre 2011, copia dello statuto e del piano marketing del centro commerciale naturale approvato in commissione consiliare». Fli ha inoltre fatto richiesta di atti per gli incarichi conferiti dall'amministrazione comunale alla Mirus, «e qualora dovessero sussistere le condizioni», hanno ipotizzato, le carte finirebbero a chi di dovere.
Illazioni di fronte alle quali Michele Russo non si scompone, semmai si offende. «Su questa vicenda ho sentito e letto tante stupidaggini» si schermisce lui e spiega che «per il Comune come per la Provincia ho svolto incarichi che incidono pochissimo sulla mole di affari della Mirus, società con sedi a Pescara, Roma, Milano, Macerata e Tirana. Non ho seguito io la campagna elettorale del sindaco Mascia - spiega Russo -, vero è che mi occupai dell'ex sindaco D'Alfonso. Più volte mi è capitato di perdere le gare con queste amministrazioni, in alcune occasioni aggiudicate alla Pomilio Blumm». Dunque nessun favoritismo dalla politica, taglia corto Russo. Ma la polemica non finisce qui.

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