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Data: 01/11/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Tasse: il tempo è scaduto. Entro il 31 dicembre gli aquilani dovranno restituire 100 milioni Pronti a marciare su Roma. Appello al presidente Napolitano

L'AQUILA È scaduto ieri il termine per la sospensione dei versamenti relativi alle tasse congelate dopo il terremoto: gli annunci di ulteriori proroghe sono caduti nel vuoto e, senza provvedimenti legislativi immediatamente esecutivi, come un decreto legge, entro dicembre aquilani e residenti del cratere sismico dovranno restituire all'erario una somma che si aggira attorno ai cento milioni di euro.
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Un esborso che rischia di affossare definitivamente un'economia già al collasso e per questo il Consiglio comunale dell'Aquila, riunitosi ieri all'Emiciclo, ha chiesto un intervento diretto del presidente dello Stato, Giorgio Napolitano, con l'approvazione di un documento promosso dal consigliere Fabio Ranieri del Pd. «Una richiesta legata al fatto - ha spiegato l'esponente democrat - che non si ha notizie di nuove dilazioni, con la conseguenza che, in una città che, a seguito del sisma, vive gravi ripercussioni in termini economici e occupazionali, ci saranno pesantissimi tagli sulle buste paga dei cittadini e spariranno le tredicesime». Entro il 31 dicembre, infatti, i titolari di reddito autonomo e da lavoro autonomo che hanno beneficiato del congelamento dei versamenti all'indomani del 6 aprile 2009 dovranno restituire le prime 12 delle 120 rate previste per la restituzione, senza alcun abbattimento, attraverso una serie di scadenze che sono già fissate. Entro l'11 novembre è previsto il pagamento del primo versamento, entro il 16 dicembre bisognerà pagare altre 11 rate e per fine anno occorrerà saldare l'ultima rata. Se tecnicamente, quindi, da oggi riprendono i versamenti, ci sono davanti ancora alcuni giorni per riuscire ad arrivare a una proroga e all'eventuale predisposizione di un piano di restituzione con abbattimento così come avvenuto con le popolazioni terremotate di Marche e Umbria. Nei giorni scorsi il parlamentare del Pd Giovanni Lolli aveva dichiarato che il prossimo decreto sviluppo, in via di definizione da parte del Governo, rimane «l'ultima chance» per arrivare a una proroga. I cittadini-contribuenti auspicano che il provvedimento dell'Esecutivo nazionale giunga entro l'11 novembre; scaduto quel termine non sarà più possibile tornare indietro. Anzi, in alcuni casi le buste paga risultano già decurtate della prima rata, come spiega il presidente dell'Unione giovani commercialisti aquilani, Ettore Perrotti: «Ci sono alcune amministrazioni che effettuano a monte le trattenute, come il ministero dell'Interno, e nei cedolini di novembre applica la decurtazione legata al pagamento delle tasse sospese. Penso, a esempio, ai cedolini degli agenti di polizia. Ci sono altre amministrazioni, invece, che consentono al dipendente di effettuare personalmente la restituzione con il modello F24». Secondo Perrotti molti commercialisti e consulenti del lavoro «sono in grande difficoltà perché non hanno ancora avuto disposizioni su come effettuare le buste paga. Chiediamo che ci siano regole chiare in tempi rapidi o sarà il caosa». Per il presidente dell'Ordine dei commercialisti aquilani, Americo Di Benedetto, che ha ricordato come la vicenda riguardi «anche i lavoratori autonomi», la riposta sulla vicenda tasse «dovrà arrivare necessariamente dalla politica». Ieri in Consiglio il primo cittadino Massimo Cialente ha dichiarato di aspettarsi una risposta. Nei giorni scorsi sia il sindaco che la Cgil avevano preconizzato una mobilitazione di piazza in assenza di un provvedimento. «In assenza di provvedimenti chiari - dice il segretario comunale del Pd, Francesco Iritale - le festività natalizie degli aquilani rischiano di essere ricordate per un salasso economico che azzera le tredicesime. Se mercoledì non avremo risposte definitive dal Governo, sarà necessario passare alla mobilitazione».

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