«Stiamo lavorando per inserire la vicenda nel primo provvedimento utile. Serve una norma primaria, ovvero una legge. Arrivare a un risultato positivo non è impossibile». Parla Gianni Chiodi al termine del vertice a due che si è tenuto ieri a Roma con Gianni Letta. Sul piatto la restituzione delle tasse non versate dopo il sisma. La sospensione è scaduta ieri, in città si prepara la mobilitazione perché in tanti già vedono alle porte la decurtazione degli stipendi. Il governatore, però, assicura che «c'è la volontà sottosegretario Letta e dei parlamentari» per cercare di ottenere un risultato positivo. Che non significa solo una proroga fino a fine anno. «Stiamo lavorando sul doppio binario: nuova dilazione e decurtazione del 60 per cento - dice Chiodi -. Stiamo operando una forte pressione, la vicenda è nelle mani del governo, Letta sta lavorando molto su questo punto». Il problema è ovviamente quello delle coperture economiche: «In questo momento è tutto difficile perché il Paese è alle prese con una situazione delicatissima. Da parte nostra, però, stiamo lavorando con grande determinazione, stiamo facendo di tutto. Ottimismo? Non voglio sbilanciarmi, diciamo che non è impossibile». Nel corso del vertice si è parlato anche della zona franca. Insieme al ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani è stata predisposta una lettera che sarà inviata al vice presidente della commissione europea Joaquin Almunia. Nella missiva verranno evidenziati i ritardi burocratici di Bruxelles che stanno frenando l'operazione. Difficoltà che, dice Chiodi, «stupiscono e rammaricano» perché il percorso comune prevede intese precise.
Intanto in città si prepara la mobilitazione. Mentre il sindaco Cialente annuncia una manifestazione a Roma e invoca l'intervento di Napolitano, aumenta la tensione delle associazioni, dei sindacati, dei lavoratori. Duri i toni del segretario del Pd, Francesco Iritale: «In assenza di provvedimenti chiari le festività natalizie degli aquilani rischiano di essere ricordate per un salasso economico che azzera le tredicesime. Se mercoledì non avremo risposte definitive dal Governo sarà necessario attivare tutte le forme di mobilitazione». Gli artigiani e le piccole e medie imprese della Cna hanno lanciato un ultimatum: «Chiedere immediatamente e ottenere - dice il direttore Agostino Del Re - la proroga di sei mesi per la definizione della questione tasse sospese, se non si vuole attivare la condanna di ogni ripresa economica e sociale del territorio della nostra città».
L'emblema di quanto sia tesa la situazione arriva dal rappresentate della Rsu aziendale e della Filctem-Cgil dell'Enel Rete Gas, Mimmo Iovannitti: «Il Governo e la giunta regionale hanno promesso e garantito per l'ennesima volta il loro impegno. Attendevamo il rispetto di tale impegno quando ci siamo visti recapitare la busta paga del mese di ottobre. Ebbene la sorpresa per i lavoratori dell'Enel Rete Gas dell'Aquila, coloro che già dalla stessa notte del 6 aprile hanno dovuto abbandonare immediatamente i propri cari nelle macchine e tra le macerie per intervenire al più presto, è stata grande nello scoprire di essere stati i primi a cui sono state decurtate le iniziali 6 rate. Lo stipendio ridotto di 600 euro questo mese e altrettanti il prossimo mese non ci dà opportunità di guardare alle prossime festività natalizie con la giusta tranquillità».