Fiumi di soldi, barche, case in Sardegna, a Roma, a Pescara, a Roccaraso, frequentazioni ai massimi vertici della classe politica, spese pagate a giornalisti e un discreto via vai di "buste" che arrivavano accompagnate da regali tutt'altro che modesti.
È stata un autentico fiume in piena Maria Maurizio, ex moglie di Sabatino Aracu, il parlamentare Pdl che figura tra gli imputati della "Sanitopoli" abruzzese, che durante l'udienza di ieri per quattro ore e mezza ha risposto al fuoco incrociato delle domande dell'accusa prima, della difesa poi. La donna, sostanzialmente, ha confermato punto per punto quanto dichiarato nei verbali precedenti, salvo qualche contestazione mossa dai legali della difesa (prima fra tutte, quella di Giulia Buongiorno, nella foto, presente in aula per difendere Sabatino Aracu), secondo i quali alcuni passaggi della deposizione di ieri sarebbero in contrasto con quanto precedentemente riferito. In aula, ieri, anche Vincenzo Angelini, un tempo il deus ex machina della sanità privata, l'ex governatore dell'Abruzzo Ottaviano Del Turco, l'ex assessore alla sanità Vito Domenici, l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga. Ed è proprio sulle "visite" di Angelini e Conga in casa Aracu che è scivolata via buona parte della mattinata. «Mio marito - ha detto Maria Maurizio - aveva la consuetudine di portare in casa questi personaggi. Io non ero d'accordo, perché non volevo che la mia famiglia venisse coinvolta». La donna ha detto di non essere stata d'accordo con le scelte del marito in diverse circostanze, ad esempio in occasione dell'acquisto di diversi appartamenti, come se avesse subìto suo malgrado quell'altissimo tenore di vita. «Tutto si svolgeva a casa nostra - ha aggiunto. - Conga si presentava una volta al mese e quasi sempre a ora di pranzo. Angelini forse l'ho incrociato una volta, era sempre in ritardo». La donna ha raccontato che non gradiva incontrare Angelini e per questo usciva. «Arrivava in macchina con l'autista. Io controllavo se la sua auto fosse parcheggiata in strada e se c'era facevo un altro giro prima di rientrare. Ho ritrovato varie volte in casa buste di plastica. Mio marito era un disordinato pazzesco - ha aggiunto - e non trovava mai la chiave della cassaforte per cui chiedeva a me di mettervi le buste». Le "buste" di Conga differivano da quelle di Angelini, secondo quanto riferito dalla donna, perché le prime erano di carta bianca, le altre in plastica, del tipo usato nei negozi. «Il contante l'ha visto?», ha chiesto il pm Bellelli. «Sì. Naturalmente - ha risposto - ho trovato dei soldi in cassaforte. Conga portava 100-200mila euro, quelle di Angelini erano più sostanziose». Le dazioni sarebbero andate avanti dal 2003 al 2005. A Natale, inoltre, i coniugi avrebbero ricevuto anche regali da parte di Conga, che li avrebbe recapitati personalmente e da Angelini che, invece, li avrebbe inviati attraverso la gioielleria Cazzaniga. In cosa consistevano i regali? «Orologi Rolex per mio marito - ha risposto - collana e bracciale per me. Venivano fatturati come ninnoli». E i soldi che fine facevano? «Non rimanevano mai per più di due giorni nella cassaforte perché poi Aracu li portava a Roma, nell'appartamento che la Federazione per il pattinaggio aveva messo a sua disposizione». Riguardo a Domenici ha raccontato di un pranzo a Roma, avvenuto nel 2003, durante il quale avrebbe visto Aracu e l'ex assessore passarsi un foglietto con nomi, come quello di Angelini, cliniche private e cifre.«Mi può dire cos'erano queste cifre?», ha chiesto l'avvocato Buongiorno parlando del "pizzino". «Erano tangenti, soldi chiesti alla cliniche - ha risposto - Col tempo ho capito che queste persone non venivano a casa solo per salutare Aracu». Secondo la Buongiorno, tuttavia, si tratta solo di una ricostruzione della teste.