Nel terzo polo spuntano divergenze sulla candidatura di De Matteis
L'AQUILA. Nel centrodestra il nodo sulla modalità di scelta del candidato sindaco non è stato ancora sciolto. Da più parti si invocano le primarie, ma per il disco verde bisognerà attendere il congresso del Pdl.
Il sì convinto alle primarie, «purché non pasticciate e aperte a tutti gli elettori, iscritti e non», arriva dall'ex sindaco e attuale consigliere comunale Enzo Lombardi, che nei mesi scorsi ha invano lavorato sulla costituzione del gruppo Pdl al Comune dove continuano ancora ad essere presenti Forza Italia e An.
«Penso che le primarie siano importanti e che sia necessario aprirle a tutti perché il candidato deve mostrare da subito una forza che riguarda l'intero elettorato» spiega Lombardi lasciando, però, intendere che su questa questione non ci sono posizioni unitarie. L'ex sindaco si dice pronto anche a scendere direttamente in campo «ma tutto dipenderà dagli avvenimenti delle prossime settimane». Meno possibilista, invece, sul sostegno al vice presidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), la cui investitura è da più parti paventana. «De Matteis? Se vuole aggregarsi è il benvenuto, ma nessuno si aspetti il contrario» taglia corto Lombardi.
Anche l'assessore regionale Gianfranco Giuliante appare più che scettico. «Ad oggi» si limita a dire «non c'è nessuna candidatura ufficiale e lo strumento indicato dal partito, anche a livello nazionale, è quello delle primarie».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Luigi D'Eramo (la Destra) pronto a candidarsi alle primarie.
Più complicata la situazione in seno al terzo polo. Udc e Api fanno parte della coalizione che sostiene l'amministrazione Cialente, mentre il gruppo comunale di Futuro e libertà (costituito da pochi mesi) è all'opposizione. E poi c'è il Movimento per le autonomie, con un suo gruppo consiliare e con De Matteis leader indiscusso. Una situazione più che ingarbugliata, tanto più che anche in seno allo stesso Fli le posizioni sono tutt'altro che convergenti. Da una parte il consigliere Enrico Verini, che potrebbe scendere direttamente in campo in rappresentanza di un Polo per L'Aquila, dall'altro il suo collega Maurizio Leopardi pro De Matteis. «Poiché la mia conoscenza va oltre il percorso politico comune» sostiene Leopardi in una nota «ho spesso sopportato il carattere duro e a volte scostante di De Matteis perché, comunque, prevale una grande stima nell'uomo Politico (non a caso con la P maiuscola). Non dovrà essere il tavolo nazionale per il terzo polo a decidere il candidato per L'Aquila né si dovrà attendere il risultato del congresso del Pdl per dissolvere i dubbi delle candidature. Questa volta, essendo veramente in gioco il futuro della nostra città, non si può fare "laboratorio politico" ma serve un'inversione di rotta. Il destino dei nostri figli non va messo nelle mani dei vari coordinatori che non hanno una rapporto di vita, di ricordi, di dolori e di speranze con questa città».
Immediata la presa di distanza di Fli, affidata al coordinatore Stefano Morelli. «Pur riconoscendo che De Matteis rappresenta una risorsa per la città, ad oggi il partito non ha dato alcun appoggio ad alcuna candidatura a sindaco. Il Fli, in accordo con la sua base e la sua classe dirigente, proporrà - in funzione di un progetto strategico - una sua candidatura nell'ambito del terzo polo che immaginiamo come il Polo dell'Aquila».