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Pescara, 14/04/2026
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Data: 02/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Restituzione delle tasse. Cialente: «Sono pessimista» Il sindaco oggi chiamerà Letta: «Senza risposte protesteremo»

L'allarme delle imprese: «Se non arriverà la proroga sarà il collasso»

A differenza del commissario Chiodi, il sindaco Massimo Cialente si dice «pessimista». «La sensazione è questa, c'è il solito scontro all'interno del Governo. L'Aquila sta pagando ancora pegno, non so per che cosa». Il primo cittadino oggi chiamerà Gianni Letta per dirgli che la città non è in grado di tornare a restituire le tasse non pagate dopo il sisma. Il 31 ottobre, termine ultimo per la sospensione, se n'è andato ormai. Se nei prossimi giorni non accadrà nulla nelle buste paga di novembre cominceranno le decurtazioni. Che rischiano di diventare un vero e proprio salasso sotto Natale. È per questo che la situazione in città è tesa. Gianni Chiodi, che l'altro giorno ha incontrato Letta, ha lasciato intendere che «una conclusione positiva non è impossibile». Ma Cialente non si fida e fissa un ultimatum: entro oggi vuole risposte, altrimenti ci sarà mobilitazione.
Dice il sindaco, che in questi giorni è in contatto continuo con il governo al pari di Chiodi e dei parlamentari, che «la città deve interrogarsi, c'è bisogno di difesa, sembra che si stia aspettando. Ogni giorno ci rassicurano, devono dirci davvero come stanno le cose». Poi il passaggio più preoccupante: «La sensazione? Sono pessimista. Sembra quasi ci sia un atteggiamento punitivo. Rispetto il lavoro dei tecnici del Ministero dell'Economia, ma purtroppo parlano di cose che non vedono. Se venissero in città si renderebbero conto di come stanno le cose. Ogni volta che vado a Roma sembra sempre che io racconti cose non vere. È una cosa fastidiosa». La soluzione? Probabilmente il decreto sviluppo nel quale inserire, come dice Cialente (e come ha detto anche Chiodi), «innanzitutto il rinvio della scadenza per avere poi il tempo di fare la decurtazione». Altrimenti lo scenario sarà fosco: «Salteranno le tredicesime che spesso sono usate per pagare i mutui. A quel punto sarebbe stato meglio che non ci avessero accordato la proroga precedente».
In allarme anche il sistema della piccola e media impresa, che tramite Rete imprese dice di «non essere in grado di affrontare la restituzione delle tasse oltre che dei contributi». «Ciò - scrivono il presidente Ruggero De Amicis e il segretario Agostino Del Re - rappresenterebbe il crollo dell'economia aquilana a cui farà eco anche l'economia dell'intera regione. Circa 100 milioni di euro è la stima realistica valutata che Rete Imprese Italia Provinciale segnala nel solo settore privato. Non si può andare avanti di questo passo, con una totale incertezza di qualsiasi previsione di sviluppo, ma ancor più grave è che le imprese non possono fare alcuna programmazione economico-finanziaria se non si applica definitivamente la proroga». Le imprese, «che con grandi sacrifici e sforzo sovrumano stanno cercando di resistere e di riattivarsi eroicamente, non possono e non devono rimanere inascoltate dalle forze di governo, e da chi lo rappresenta, altrimenti ne conseguirebbe un catastrofico ed irrimediabile crollo economico che porterà alla morte dell'intera economia e della sopravvivenza sociale e culturale».


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