Scatta l'orario invernale Si tratta per Mostar e Cagliari Il 21 torna Torino
PESCARA. L'ultimo dato in ordine di tempo sul traffico dell'aeroporto d'Abruzzo è beneagurante: il 19 ottobre è atterrato il 460millesimo passeggero, a dimostrazione di quanto sia stata spedita fino adesso la marcia d'avvicinamento all'obiettivo del superamento dei 500mila sbarchi entro la fine dell'anno. Adesso però inizia la salita, il periodo buio della stagione commercialmente parlando (che prelude ai viaggi di fine anno e di Natale) e che porta a un rallentamento della tabella di marcia. L'obiettivo non cambia, è alla portata (alcuni operatori lo danno già per scontato individuando in 520mila passeggeri la quota finale), ma sarà probabilmente raggiunto con più fatica dal momento che oltre alla crisi generale lo scalo gestito dalla Saga (società regionale) deve fare i conti con l'orario invernale dei voli entrato in vigore qualche giorno fa. Un programma fatto di sospensioni dei collegamenti compensate con un solo ingresso, sia pure importante, come l'annunciato volo per Torino.
Gli orari dell'aeroporto d'Abruzzo subiscono lo stravolgimento del programma confezionato a livello internazionale da Ryanair, la compagnia irlandese low cost, e che ogni inverno prevede la cancellatura dei voli stagionali "primaverili-estivi" e il ridimensionamento delle frequenze dei collegamenti di linea. Scompaiono così i voli per Cagliari, Oslo e Verona, restano ma cambiano orari e frequenze, le destinazioni per Londra, Francoforte, Barcellona, Parigi, Charleroi (Bruxelles) e Bergamo con queste ultime che continuano a essere le linee più richieste e affollate. Rispetto allo scorso anno Ryanair ha deciso di lasciare proprio Charleroi e Parigi alla luce dei buoni risultati di mercato. Non c'è stato nulla da fare, per ora, per Cagliari, malgrado le insistenze della Saga e le richieste da parte delle Associazioni dei Sardi in Abruzzo. La trattativa è in corso ed esiste uno spiraglio per poter avere almeno un collegamento settimanale, così come è stata avanzata la richiesta per un collegamento con la Sicilia (Trapani).
La novità è rappresentata dal volo per Torino che Air Vallée e Saga hanno già presentato al settore produttivo abruzzese che l'aveva richiesto con insistenza. Air Vallée comincerà ad operare il 21 novembre e tre volte alla settimana (giorni dispari, con arrivo alle 20 e partenza alle 20,40) fino al 30 dicembre. Anche in questo caso tuttavia la società aeroportuale vorrebbe la quarta frequenza di domenica. Infine Mostar (Medjugorje): al suo primo esperimento il collegamento ha dato enorme soddisfazione sulla scia del turismo religioso. Verrà ripristinato, ma al momento non si sa con chi.
Appalto sicurezza, fondi e licenziamento manager
Tre spine per il Cda della Saga
PESCARA. Prima del termine del suo mandato - l'assemblea è convocata per il 29 e il 30 - il Cda della Saga, la società che gestisce lo scalo aereo, è chiamato ad affrontare alcune importanti questioni. La prima riguarda la decisione da parte del governo di impegnare davanti alla Corte costituzionale la legge finanziaria regionale nella parte in cui è previsto il finanziamento di 1 milione 200mila euro per il piano marketing della Saga. L'argomento sarà al centro di una riunione durante la quale si cercherà di aggirare l'ostacolo finanziario attraverso un'altra operazione di bilancio.
L'altro nodo da sciogliere è l'appalto-odissea per la sicurezza aeroportuale a fronte dell'ennesimo ricorso effettuato da una società concorrente. L'appalto era stato aggiudicato in via definitiva dalla Saga alla società seconda classificata in quanto la prima era stata esclusa, a seguito delle verifiche, per carenza della documentazione. La terza società si è rivolta al Tar chiedendo la nullità del provvedimento di aggiudicazione a causa di una serie di contestazioni sull'offerta della seconda società classificata.
La terza questione vede Federmanager, associazione dei dirigenti d'azienda, accusare la Saga di condotta antisindacale realtivamente al recente licenziamento del vice direttore generale. Il presidente Florio Corneli definisce assolutamente anomala la procedura e denuncia la mancata convocazione da parte della Saga. «Ci sembra di capire che l'azienda non abbia verificato nessuna possibilità di ricollocazione nel sistema, cosa che tutte le aziende, parliamo di quelle private, che appartengono a gruppi articolati fanno normalmente rispetto all'atto brutale del licenziamento», sostiene Federmanager.