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Pescara, 14/04/2026
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Data: 02/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - Piccone: «Il mio Pdl al voto senza paura» Il senatore celebra il risultato del tesseramento e all'Aquila insiste su De Matteis

«Terzo polo senza di noi? Vedremo. De Laurentiis? Sa che non lo candideremmo mai alla Regione»

PESCARA - L'intervista rilasciata al nostro giornale dal commissario Udc Armando Dionisi ripropone il Terzo polo come forza autonoma e assolutamente centrista, concorrente e non alleata dei due poli che hanno nel Pd e nel Pdl i partiti di maggiore consistenza elettorale. Ma se per il centrosinistra le critiche di Dionisi si appuntano essenzialmente sulla performance vastese del trio Bersani-Di Pietro-Vendola, per il centrodestra il giudizio è più pesante: il commissario Udc valuta molto negativamente il percorso del governo Chiodi ed esclude categoricamente intese alle prossime amministrative, anche se sussistono ancora realtà, come quella della Provincia di Chieti, im cui l'Udc governa con il centrodestra.
Ne parliamo con Filippo Piccone, coordinatore regionale del Pdl.
Senatore Piccone, la chiusura di Dionisi e dell'Udc nei vostri confronti è netta.
«Non ne avevo dubbi, Dionisi ripropone la linea attuale della dirigenza nazionale del suo partito, rivolta alla formazione e al consolidamento di un Terzo polo. Ma le sue critiche al governo Chiodi sono decisamente eccessive».
Dunque nessuna alleanza con voi alle amministrative, nemmeno all'Aquila. E Giorgio De Matteis si candiderà a sindaco da leader di un raggruppamento centrista.
«Vedremo. Credo che l'Udc aspetterà i prossimi mutamenti nel quadro politico prima di prendere una posizione. Io continuo a credere che con De Matteis troveremo un'intesa e alla fine correrà con noi. All'Aquila non sarà facile vincere, ma se restiamo uniti potremmo farcela: uniti, facendo una buona sintesi di idee e qualità delle candidature, con De Matteis come volto della coalizione. Certo, ci sono anche altri candidati, non c'è solo lui, staremo a vedere: ma lui potrebbe darci una mano a vincere. Altrimenti metteremo in campo ottime alternative, non ci mancano certo».
Prima di Dionisi c'era stata l'intervista a Rodolfo De Laurentiis, che aveva aperto uno spiraglio su un'intesa tra l'Udc e il centrosinistra alle amministrative, con le regionali in prospettiva.
«De Laurentiis sa bene che alleandosi con il centrodestra non avrebbe mai la possibilità di candidarsi alla presidenza della Regione, perchè noi il candidato ce l'abbiamo già, ed è sempre Gianni Chiodi. E allora pensa di allearsi con il centrosinistra per diventare governatore. Ecco cosa penso. Noi non ce ne preoccupiamo, siamo forti, basta guardare cos'è accaduto con il tesseramento».
In effetti avete raccolto un buon risultato, superando le 50mila tessere.
«Buono? Io direi eccezionale. Oltre 50mila adesioni vogliono dire che il 7-8% del corpo elettorale abruzzese si è iscritto al Pdl. In un momento in cui il rapporto tra i cittadini e la politica non è esattamente brillante questo dato è, sì, davvero eccezionale. E a Roma lo faremo pesare».
All'interno del partito abruzzese, però, le tensioni sono evidenti tra chi difende le posizioni acquisite e chi sgomita a colpi di tessere per conquistare visibilità e potere nei coordinamenti provinciali, e magari in quello regionale. Proprio questa guerra delle tessere, questa intensissima mobilitazione, sarebbe alla base dell'exploit.
«Non vedo guerre nel mio partito. Vedo una sana competizione locale, quella sì, ma è bene che ci sia competitività nei territori, anche e soprattutto se poi i risultati sono questi. Nessuna guerra nei coordinamenti provinciali. Quello regionale, poi, è tranquillissimo. A mio parere questo successo produrrà un partito più coeso, un impegno più forte su un percorso unitario. Stiamo bene, siamo in salute. E siamo pronti ad affrontare le elezioni».

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