PESCARA. Ieri i postini del Pdl hanno fatto la spola tra l'Abruzzo e Roma per consegnare le quasi 50mila nuove tessere raccolte in Regione (una ogni 7 votanti del Pdl) che in queste ore vengono caricate sui computer del partito per formare la lista degli aventi diritto al voto dei congressi provinciali e comunali. Un «risultato eclatante» per l'assessore Mauro Febbo che questa mattina, bruciando il gruppo dirigente regionale, darà in conferenza stampa i numeri del tesseramento in provincia di Chieti assieme al vicecoordinatore Fabrizio Di Stefano.
Ma chi festeggia davvero è il coordinatore regionale, il senatore Filippo Piccone, che solo nella sua Celano ha raccolto 1500 iscrizioni (più di un terzo del suo elettorato: nel 2009 venne eletto sindaco con 4.109 voti, il 56,79%) e che, dicono suoi collaboratori, può ormai contare su una maggioranza del 70% del partito.
Un risultato, quello abruzzese, che non sfigura anche sul livello nazionale, dove si prevede un quota di tesserati tra 700 e 800 mila contro un obiettivo di 500mila iscritti.
In Abruzzo l'obiettivo di 17mila tessere è stato ampiamente superato. La provincia dell'Aquila è quella che ha raccolto più iscritti: oltre 15 mila. Di questi 5mila nel territorio dell'Aquila dove è segretario Gianfranco Giuliante, e 10mila nel comprensorio marsicano (Avezzano, Pratola Peligna, Castel di Sangro) dove è coordinatore Massimo Verrecchia.
Pescara è a quota 12mila. Ma le cifre sono ancora ballerine a giudicare dalle anticipazioni dei principali protagonisti: Lorenzo Sospiri, segretario uscente dovrebbe aver raccolto 4mila tessere, Carlo Masci tremila, Alfredo Castiglione stima di averne raccolte duemila.
A Chieti i tesserati sono circa ottomila. A Teramo tra 11 e 12mila. La partita volge comunque a favore degli ex di Forza Italia e di Piccone, che anche all'Aquila, nella roccaforte dell'ex An Giuliante, dovrebbe controllare un pacchetto rilevante di tessere.
Agli ex An resta l'egemonia sulla provincia di Chieti, dove gli ex di Forza Italia sono più defilati, potendo contare su poche figure di riferimento come l'attuale presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo o l'ex presidente del consiglio regionale Giuseppe Tagliente.
L'organigramma che uscirà dai congressi provinciali dovrebbe quindi premiare gli ex azzurri. Lo statuto prevede che voti almeno il 35% degli iscritti per evitare i tesseramenti civetta («Ma le gente vuole votare», dicono al partito, «gli iscritti non accetteranno scelte che passino sulla loro testa»). Alla lista perdente è assicurato comunque un 40% della rappresentanza all'interno di una struttura dirigente composta da un coordinatore, un vice e una decina di membri.