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Data: 02/11/2011
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Oggi o mai più L'incontro decisivo tra Letta e Cialente De Matteis «Ai terremotati serve un'altra proroga ma l'Umbria ha avuto molto meno degli abruzzesi»

Un nuovo confronto con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta. Nelle ultime 48 ore Letta ha avuto il tempo necessario per leggersi la relazione che Chiodi gli ha lasciato, il quadro economico di una zona terremotata. Adesso tocca a lui, insieme ai vertici del ministero dell'Economia e delle finanze, decidere se emettere una nuova ordinanza e concedere una nuova proroga per la restituzione delle tasse non pagate. Un passaggio doveroso e necessario per il vicepresidente vicario della Regione, Giorgio De Matteis . «Sono fiducioso che la soluzione finale sia positiva per gli aquilani - ha detto - Chiodi ha trasferito tutta la documentazione necessaria a Letta che voleva un quadro completo di tipo tecnico. Domani (oggi per chi legge ndr) sarà uno degli argomenti in discussione a Roma. Non possono non concedere una proroga altrimenti è un problema grave per migliaia di cittadini. Teniamo anche in considerazione che ritardare di qualche mese la restituzione delle tasse non sconvolge il quadro economico del Paese». Giorgio De Matteis più convinto che fiducioso. Da sempre anima critica dentro la maggioranza, pungolo e stimolo per le azioni tese a migliorare la qualità della vita di chi ha subito il terremoto guarda a domani con grande ottimismo. Ma lo stesso De Matteis precisa che l'obiettivo da perseguire e raggiungere non è quello di imitare quanto dato ai terremotati di Umbria e Marche. «Si tratta di un falso mito il modello di Umbria e Marche - ha aggiunto l'esponente dell'Mpa - là i terremotati hanno avuto la sospensione dei pagamenti per sei mesi. Noi aquilani non abbiamo pagato le tasse per quattordici mesi. In Umbria quanto non è stato pagato dai cittadini in termini di restituzione è stato compensato non da soldi del governo ma attraverso l'utilizzazione dei Fondi Fas della regione. In Abruzzo non si possono utilizzare i Fondi Fas per le tasse degli aquilani. Il modello utilizzato in Umbria è applicabile. Non si possono avere due pesi e due misure, anche gli aquilani devono poter godere delle proroghe per la restituzione. Ma il modello dell'Umbria non è sovrapponibile». De Matteis ha studiato e ripercorso i benefici dell'Umbria per sapere cosa chiedere per L'Aquila. «Anche in Umbria dopo la prima ordinanza è stata chiesta la restituzione delle tasse. Poi grazie a sollecitazioni e interventi si è arrivati agli anni duemila attraverso arrivati a venti ordinanze». E subito dopo De Matteis entra nel dettaglio. «Se si applicasse quel modello sarebbe peggio per L'Aquila e per l'Abruzzo intero. Restituiremmo quei soldi con i Fas, con altri soldi degli abruzzesi. E non bisogna non sottolineare che in Umbria la somma ammontava a circa 60 milioni di euro. All'interno del cratere sismico la somma da restituire si aggira intorno ai 650 milioni di euro. Il resto della regione già ha dato un'attenzione particolare verso gli aquilani, sin dai primi momenti dopo il 6 aprile 2009. la popolazione abruzzese non può essere ulteriormente penalizzata». Situazioni difficili, impegnative, ma le promesse, ad oggi si sono sempre concretizzate in conferme. «Anche questa volta sono sicuro si troverà una soluzione equa - ha concluso Giorgio De Matteis - si stanno studiando le modalità. A Roma non possono non adottare un provvedimento. Questo sarebbe inaccettabile. Soluzioni ottenute attraverso il ragionamento e il dialogo, perché le cose vanno fatte con intelligenza. I risultati si ottengono in questa maniera, superando la pantomima delle proteste. Molto rumore per nulla, protestare senza proporre non porta ad alcun risultato». Il riferimento al sindaco Massimo Cialente, all'assessore Stefania Pezzopane è abbastanza chiaro. Dietro di loro centinaia di cittadini che hanno urlato. Le pretese che invece stanno trovando concretezza in soluzioni sono diverse. Il carteggio analitico di De Matteis sul terremoto ne è riprova.

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