PESCARA. Sono ormai 23 anni che l'area di risulta, dove passava il tracciato ferroviario, dismesso da Ferrovie dello Stato nel 1988 in concomitanza con l'inaugurazione della nuova stazione, giace nella medesima condizione, in bilico tra maxi parcheggio non proprio attrezzato e zona nella quale realizzare un teatro, una biblioteca- mediateca, un'area di sosta con migliaia di posti auto, il terminal dei bus e un parco. Ma tra un progetto e una dichiarazione d'intenti, la realtā dei fatti č che dal 2001, anno dell'acquisizione da parte del Comune, allora amministrato da Carlo Pace, dei 13 ettari per 13 miliardi di lire da Metropolis, al di lā di qualche colata di asfalto, utile a coprire le buche formatesi nella breccia e l'aumento della tariffa per la sosta, la situazione dell'area resta la stessa e all'orizzonte non si vedono progetti per riqualificarla. L'attuale sindaco Luigi Albore Mascia aveva annunciato entro l'anno l'individuazione di un professionista di fama e l'approvazione del progetto preliminare. Mancano due mesi, ma non si vedono novitā all'orizzonte.
Dunque, nel 1988 la nuova stazione dei treni rende inutile il vecchio tracciato ferroviario. A giugno 2001 l'amministrazione Pace conclude l'acquisto da Metropolis. Da quel momento partono diverse idee su come valorizzare quello spazio in pieno centro cittā, con l'unico vincolo decennale, stabilito nell'accordo con Fs di non poter prevedere attivitā commerciali, pena una quota parte ulteriore da destinare alle Fs. A novembre 2001 una delibera del Consiglio comunale, in uno studio di fattibilitā, indica l'80% di verde e il 20% di edificabile. Il primo progetto fu quello della Proger nel 2002 che prevedeva 2.700 posti auto, una galleria commerciale, una torre direzionale e 48 mila metri quadrati di verde.
Nel 2003 vince le elezioni Luciano D'Alfonso che, pochi mesi dopo, indice un concorso di architettura per le aree di risulta. Nell'ottobre 2004 viene approvato il progetto vincitore tra i 13 presentati, che č quello di Monestiroli. Si prevedevano parcheggi interrati, 1800 posti auto, terminal bus da 40 posti, biblioteca-mediateca e una struttura culturale definita "ombraculatorio". Nel 2007 l'intero progetto viene assegnato alla ditta Toto, con un accordo che a fronte di un milione di euro di canone annuo per 29 anni, obbliga la stessa a realizzare il verde e il terminal bus e le permette di gestire l'area parcheggi.
Dopo numerose polemiche e due ricorsi al Tar presentati da Andrea Pastore e dall'associazione Codici, ma poi rigettati entrambi dal Consiglio di Stato, la giunta D'Alfonso chiede alla Toto di rinunciare al contratto, da un lato per la situazione di spaccatura creatasi in cittā e dall'altro per i fondi (25 milioni di euro) messi a disposizione dalla Fondazione Pescarabruzzo per il teatro e i 4 milioni derivanti dai Fas per la mediateca. Gli ultimi atti relativi alla vicenda dell'area di risulta risalgono all'agosto 2008 con una deliberazione del Consiglio comunale che approva le linee di indirizzo per la riqualificazione dell'area di risulta viste le nuove risorse, al marzo 2009 con il progetto preliminare della biblioteca-emeroteca e al 2010 con il progetto comunitario Jessica, mai partito.