La crisi frena programmazione e sviluppo
Chiodi: ma l'Abruzzo continuerà sulla strada della crescita e del risanamento dei conti
L'AQUILA. Il nuovo documento di programmazione (Dpefr) 2012-2014 risente certamente della grande incertezza economica nazionale e internazionale ma continua a guardare alla crescita, e resta incentrato su quel percorso di risanamento della finanza che ha portato, in Abruzzo, all'abbattimento del 14 per cento del debito (800 milioni di euro) e alla cancellazione del deficit della sanità che, quest'anno, si appresta a raggiungere la parità di bilancio.
Così il governatore Gianni Chiodi, all'incontro per la presentazione del documento economico a sindacati, associazioni di categoria e parti sociali che si è tenuto ieri all'Aquila. Una bozza in continua evoluzione, sottolinea il presidente, che sul fronte dello sviluppo garantirà l'impegno dell'amministrazione regionale «a investire su fondi Fas, ricerca e innovazione per rendere il sistema Abruzzo più competitivo. Eviteremo», promette Chiodi, «di fare assistenzialismo, soprattutto imprenditoriale, e siamo pronti a metterci le risorse, anche se idee e qualità dei progetti dovranno portarle gli imprenditori. Tenteremo poi, in tutti i modi, di mantenere lo stato del welfare così com'è».
Nessuno nasconde le difficoltà del momento, connesse agli sviluppi della crisi nazionale e internazionale. Ma da più parti, le criticità maggiori sono state individuate in materia di trasporti, causa i tagli dello Stato che ammontano al 75 per cento delle risorse. Un'autentica mazzata.
Al mondo sindacale, il governatore chiede di «tenere conto della realtà e del nuovo, mutato scenario internazionale. Devo dire», prosegue Chiodi, «che in Abruzzo questo nuovo approccio culturale si è abbastanza evidenziato e spero si possa proseguire su questa strada. Quello di cui non abbiamo bisogno in questo momento sono le proteste e gli scioperi, perché si rischia di bloccare un processo inevitabile».
Il direttore di Confindustria, Giuseppe D'Amico, parla di primo approccio a un documento di programmazione da cui il mondo imprenditoriale abruzzese si aspetta un approfondimento su temi come Ricostruzione dell'Aquila, trasporti, sanità e energia.
«Ribadiamo gli obiettivi già indicati in sede di Patto per lo sviluppo», spiega D'Amico, «e sui quali concordiamo in termini generali: Fabbrica Abruzzo, legge sull'industria, azioni sulle aree di crisi. Allo stesso tempo, sapendo che le risorse sono poche e insufficienti, invitiamo la Regione a entrare nella seconda fase delle riforme, dando innanzitutto efficienza alla sanità regionale per evitare che, in futuro, ci si ritrovi nella stessa condizione debitoria ereditata dal passato». Altre questioni di fondo, per gli industriali, riguardano la riforma della pubblica amministrazione e gli investimenti privati nelle infrastrutture ad alta tecnologia, adottando politiche che consentano di produrre energia e abbattere l'inquinamento, per esempio sul modello di gestione del ciclo dei rifiuti seguito da Paesi del Nord Europa come la Svezia.
Il segretario della Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare, riflette sulle perplessità che nascono dalla incertezza delle risorse disponibili.
«Sulle entrate ci sono cose da chiarire» osserva Di Cesare, che annuncia per l'11 novembre un incontro con tutte le sigle sindacali per giungere a un documento unitario sul Dpefr. «Una delle parole chiave è il federalismo, perché la Regione ci ha presentato un documento che fotografa la legge, ma non prospetta alcun discorso dinamico per comprendere cosa potrà effettivamente accadere in Abruzzo. E se la spesa fissa è quella sanitaria, resta da capire quanti soldi sono disponibili tra entrate e debiti. Chiediamo poi un impegno riformatore sull'occupazione e lo sviluppo, soprattutto quello collegato al settore edilizio e alla Ricostruzione dell'Aquila. Un'altra questione che a noi sta molto a cuore», aggiunge Di Cesare, «riguarda i trasporti, perché ci è parso che, in seno alla giunta Chiodi, continuino a persistere preoccupanti diversità di vedute. Noi chiediamo: bacino unico regionale, azienda unica dei trasporti, per lo meno su gomma, e fondo unico dei trasporti».
Sulla scia il segretario regionale Uil, Roberto Campo, che tuttavia concentra la sua attenzione sui temi fiscali. «Nel Documento di programmazione», dice, «va inserita una strategia per abbassare Irpef e Irap, fissando da oggi quando dovrà essere raggiunto il pareggio dei conti della sanità e del bilancio regionale, senza bisogno delle addizionali che scattarono quando, nel 2008, si verificò l'extradeficit. Il Dpfer ci dice che abbiamo raggiunto il pareggio della sanità, ma lo abbiamo ottenuto», rimarca Campo, «attraverso le addizionali. Un altro passaggio cruciale è che le tasse vengano finalmente pagate in maniera progressiva, non in modo uguale per tutti come avviene oggi in Abruzzo. Analoga modulazione del carico dei sacrifici va fatta in tema di aggiornamenti tariffari su sanità e trasporti. Perché, in seguito ai tagli dello Stato alle Regioni, ci aspettiamo pesanti rincari sui prezzi dei biglietti di bus e ferrovie. Rincari che non potranno essere pagati in modo uguale da tutti, certamente non dagli studenti e dai lavoratori».
Sul fronte del lavoro, Campo chiede di applicare la formula incentivi più formazione, quest'ultima collegata però alle effettive necessità del mercato del lavoro. Dalla Uil Abruzzo, un ultimo accorato appello agli amministratori regionali: accelerare sulle riforme.