L'AQUILA - Condivisione di intenti e crescita. Sono questi gli aspetti sostanziali emersi nel corso dell'incontro che si è tenuto ieri a Palazzo Silone, all'Aquila. Crescere per rendersi autonomi, in previsione dell'imminente federalismo fiscale che vedrà il Governo centrale chiudere tutti i rubinetti. Intorno al tavolo istituzionale, per rivedere e commentare la prima bozza del Dpfer 2012-2014, il documento di programmazione economico-finanziario regionale, c'erano il presidente della Regione Gianni Chiodi, le organizzazioni d'impresa e i sindacati. E proprio da questi ultimi sono state espresse le prime perplessità su alcuni punti specifici del documento, come spiega Roberto Campo, segretario regionale della Uil: «Abbiamo voluto puntare la nostra attenzione sulla necessità di inserire nel documento definitivo una strategia che consenta, al raggiungimento del pareggio di bilancio della sanità (a cui si deve giungere senza chiedere ulteriori sforzi agli abruzzesi), una diminuzione delle tasse. Questo traguardo passa inevitabilmente attraverso una rimodulazione delle stesse, dietro l'esempio delle Marche in cui l'addizionale irpef, oscilla in base al reddito del cittadino».
Un altro punto su cui si è dibattuto è quello relativo alla necessità di costituire un'unica azienda regionale per i trasporti perché, dice Campo, «50 piccole realtà (tre pubbliche e 47 private) sono davvero troppe per la nostra economia». Per quanto riguarda l'occupazione invece, i sindacati hanno chiesto di riconfermare nel Dpfer gli incentivi destinati alle aziende che assumono a tempo indeterminato ma di inserire anche la possibilità di una formazione ad hoc, di figure non immediatamente reperibili, rinforzando il legame fra domanda e offerta che spesso è sbilanciato dall'una o dall'altra parte.
Per Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl, «nonostante sia evidente lo sforzo fatto dalla Regione per avviare un risanamento, purtroppo non basta, e anche se il momento è tra i più bui della storia d'Italia e d'Europa bisogna avere la forza di andare avanti, sfruttando le risorse di cui si dispone, come i Fas e i fondi per la ricostruzione dell'Aquila, per promuovere lo sviluppo delle attività produttive, sboccando la zona franca e avviando tutte quelle trattative tese a fare cassa e a risparmiare».
Si è detto «soddisfatto per la sostanziale condivisione degli obiettivi» il governatore Gianni Chiodi, che ha voluto evidenziare, a margine, «i piccoli-grandi segnali di vitalità e netto miglioramento dell'Abruzzo, nel panorama nazionale, registrati nel 2010 e confermati nel primo semestre del 2011».