È l'altro grande capitolo, di volta in volta rinviato, anche a causa del referendum sulla privatizzazione dei servizi idrici. La vittoria del no, come si sa, ha finito per bloccare tutto il meccanismo dell'affidamento in gara dei servizi locali e la loro apertura al capitale privato. Bruxelles ha chiesto al governo di porre rimedio a questa impasse e il governo, nel documento arrivato in consiglio dei ministri, ha espressamente previsto un nuovo intervento sui servizi pubblici locali.
In pratica, i Comuni non potrebbero affidare il servizio (trasporto, rifiuti, etc. esclusa l'acqua) in esclusiva e perciò in concessione, senza aver prima svolto quantomeno un'indagine di mercato sulla possibilità di aprire il mercato ad una pluralità di operatori in concorrenza fra loro. Inoltre, nel caso di affidamento in esclusiva, l'Antitrust avrebbe maggiori poteri per contrastare il fenomeno dell'affidamento a società in house, cioè controllate dagli stessi Comuni, o comunque senza gara competitiva.
Questo capitolo è molto delicato per il governo perché va a toccare gli interessi del potere locale, dei sindaci e degli amministratori locali che, anche attraverso le società di servizi, distribuiscono poltrone e clientele.