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Data: 03/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Spunta un'altra lettera dei dissidenti raccolta di firme anti-Cavaliere

«Il governo ha le ore contate», è la sintesi di Giustina Destro. Si punta a un nuovo governo, allargato, con o senza il Cavaliere. Un avviso di sfratto. O meglio: l'ultimo avviso a Berlusconi, prima dell'addio al Pdl anche da parte di alcuni deputati che nel berlusconismo ci hanno creduto tantissimo e fin dall'inizio. Solo approvando subito con larga coesione le richieste dell'Europa, si sottolinea nella missiva, è possibile evitare le elezioni anticipate e salvare il Paese. «Se Berlusconi ne è capace, bene. Sennò, il problema è Berlusconi», dice Guglielmo Picchi, uno di quelli dell'Hassler. Alcuni dei quali, spiega, Roberto Antonione, che da giorni ha lasciato il Pdl, stanno pure pensando di fare un gruppo autonomo.
Dei dodici deputati dell'Hassler, per ora la lettera l'hanno firmata in sei: Roberto Antonione, Isabella Bertolini, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli, Giorgio Straquadanio. E quest'ultimo, così come Bertolini, non è stato finora un berlusconiano semplice, ma un iper-berlusconiano, uno stra-berlusconiano, un turbo-berlusconiano, il quale redigeva il mattinale per Palazzo Chigi, ha fondato il sito degli ultras di Silvio chiamato il Predellino ma da ex radicale conserva il gusto per le sorprese e questa una sorpresa è. Anche se Straquadanio fa notare: «Già il 14 agosto scrissi che il mio voto al governo non sarebbe stato scontato». «La notte dei traditori», così viene bollata l'iniziativa della lettera, da parte del «Giornale» berlusconiano oggi in edicola. Di fatto, i possibili sottoscrittori del documento sono tanti: da Andrea Orsini (presente alla riunione) a Piero Testoni, da Giancarlo Mazzuca (che non ha mai nascosto i suoi dubbi) alla calabrese Ida D'Ippolito, dal repubblicano Nucara («Di fiducie ne ho votate pure troppe») a tanti altri malpancisti, delusi, incerti. L'area nella quale la codificazione scritta del dissenso può trovare i suoi sostenitori è quella, enorme, degli azzurri che ragionano più o meno come il deputato ed ex presidente della Provincia di Asti, Marmo: «Non siamo malpancisti, ma non vogliamo portare il cervello all'ammasso». Quanti firmeranno la missiva a Montecitorio? Lo scajoliano Paolo Russo, presente alla riunione dell'Hassler, quando vede la piega a suo dire troppo anti-berlusconiana della riunione va via: «Non firmerò la lettera». Una missiva simile, nei prossimi giorni, verrà messa a punto anche al Senato, per iniziativa del gruppo di Pisanu, ma lì anche Saro e Dini sono su posizioni critiche. Il problema è che il contrattacco dei lealisti berlusconiani, condotto come sempre dal cacciatore di delusi, Denis Verdini, è già cominciato. Mentre quelli dell'Hassler erano riuniti, Verdini era all'opera - telefonicamente - per l'operazione recupero delle pecorelle smarrite. Complementare a quella, di cui ieri si parlava a Montecitorio, della conquista alla causa berlusconiana di una parte dei sei deputati Radicali e di alcuni del Pd.
Quelli dell'Hassler, anche se non tutti, vedono bene pure un governo tecnico. Quindi, è partita la contromossa degli anti-frondisti. Il deputato Franco De Luca, vicino al ministro Rotondi, annuncia: «Al via la raccolta di firme dei parlamentari che non sono disposti a votare la fiducia a nessun governo diverso da quello scelto dai cittadini». Ma si registrano malumori, ufficialmente smentiti dal ministro Romano, dentro il suo partitello: il Pid dove milita per esempio il siciliano Pippo Gianni. Mentre a riprova del movimentismo spinto di queste ore, occhio alla nuova componente degli ex Fli, Ronchi, Urso, Buonfiglio e Scalia, che può diventare una variante in più all'interno di una maggioranza sempre più complessa. E comunque, fra questi, Buonfiglio, area Polverini, all'ultimo giro non ha votato la fiducia.
Intanto, ieri sera, all'ora di cena, è arrivato all'Hassler pure Luciano Sardelli, ex Responsabile passato all'opposizione, il quale sta creando un gruppo autonomo, aperto anche ai pidiellini pronti alla svolta. Dice Sardelli: «Stiamo condensando le forze». Insieme a lui, e all'ex ministro Zecchino, compare a Trinità dei Monti pure Enzo Scotti. L'attuale sottosegretario agli Esteri, entrando nella riunione spiega, da vecchia volpe della Prima Repubblica: «Qui dobbiamo trovare un'intesa per salvare l'Italia». I berluscones, dentro i loro palazzi, ostentano sicurezza. Ma sempre meno.

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