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Pescara, 14/04/2026
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Data: 03/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Ipotesi esecutivo del presidente. All'orizzonte il ticket Gianni Letta-Mario Monti

ROMA. Il governo potrebbe avere i giorni contati. Tutti i ministri e i parlamentari sono stati precettati, l'ordine è di annullare viaggi e trasferte perchè la prossima settimana nessun voto parlamentare sarà scontato. A cominciare dal voto sul Rendiconto, sul quale il governo è già stato battuto lo scorso 13 ottobre. La pattuglia dei malpancisti cresce di ora in ora e anche tra i fedelissimi del Premier l'ipotesi di un nuovo governo di larghe intese per cercare di salvare il salvabile non è più un tabù. Il capo dello Stato prosegue le consultazioni al Quirinale, quasi una prova di ciò che potrebbe realmente accadere la prossima settimana. Obiettivo è sondare opposizioni e maggioranza per capire fino a che punto ci sia consapevolezza del rischio che sta correndo il Paese. Napolitano, dopo la nota in cui ha richiamato Berlusconi a rispettare la tabella di marcia chiesta dalla Bce e dall'Unione europea, continua a vigilare sull'operato del governo. Non sta al Colle il potere di ritirare la fiducia al Premier. Se però il governo non sarà in grado di agire nelle prossime ore, il solco tra Napolitano e Berlusconi diventerà una voragine. C'è una congiura contro di noi per «attirare una decina di deputati» e tentare «un governo del ribaltone», prova a minimizzare Angelino Alfano. Per il segretario del Pdl i «congiurati» hanno tempo fino a Natale perchè poi l'unica alternativa sono le elezioni. La fronda ormai lambisce i più alti livelli, dove molti ammettono con Scajola che «non è più possibie andare avanti in agonia».
Ma le larghe intese auspicate da Napolitano nulla hanno a che vedere con un ribaltone che garantirebbe un governo con una maggioranza risicatissima. La speranza è che la consapevolezza della crisi drammatica di queste ore risvegli gran parte del Pdl. Giulio Tremonti lo ha detto a chiare lettere al premier: «fino a quando sarai tu a proporle nessuna misura riuscirà a convincere i mercati». Un concetto che il super ministro ha ribadito ieri al capo dello Stato che lo ha ricevuto prima di Casini e Bersani. Nomi ancora non se ne fanno. Dipenderà dal Pdl. Se accetterà un nuovo governo potrebbe essere Gianni Letta l'uomo giusto, magari affiancato da Mario Monti. Un tandem gradito in Europa e nel Pdl.

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