L'AQUILA Il consiglio straordinario convocato ieri dal Governo per far fronte alla gravissima crisi economica ha fatto slittare a oggi o al massimo a domani la telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per fare chiarezza sulla vicenda tasse e su una eventuale proroga.
«In queste ore il Governo e il Paese stanno vivendo momenti difficilissimi - ha spiegato il primo cittadino del capoluogo -. Non credo ci sia stato spazio per discutere delle tasse per i terremotati. Credo che ci sentiremo domani (oggi, ndr) o al massimo dopodomani. Tutto dipende, comunque, dalla predisposizione, da parte del Governo, del decreto Sviluppo». I tempi per predisporre il provvedimento legislativo e scongiurare l'ipotesi di versamento delle tasse sospese ci sono, anche se sono strettissimi. Nei giorni scorsi anche il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, si è recato a Roma per affrontare con Letta la vicenda tasse. Un incontro dal quale il governatore era tornato comunque fiducioso: «Sto facendo pressioni a tutti i livelli perché un prelievo fiscale così pesante concentrato in soli due mesi sarebbe insostenibile - aveva dichiarato -. Ho portato sui tavoli romani dati oggettivi per dimostrare che l'economia del cratere non può reggere un impatto simile». Dal centrosinistra, intanto, si levano già le polemiche: «Da due anni gli aquilani chiedono che la restituzione delle tasse avvenga con la riduzione al 60% e sia diluita nel tempo, com'è avvenuto per gli altri terremoti, senza dover elemosinare una proroga a ogni scadenza del termine», ha affermato il segretario comunale dell'Aquila dell'Idv, Lelio De Santis, che ha ricordato come su provvedimenti cruciali come la proroga delle tasse e la zona franca «non basta telefonare e scrivere. Serve un provvedimento come in Liguria (tassa di scopo, ndr)». «Non possono non concedere una proroga altrimenti è un problema grave per migliaia di cittadini. Teniamo anche in considerazione che ritardare di qualche mese la restituzione delle tasse non sconvolge il quadro economico del Paese», aveva sostenuto due giorni fa su queste colonne il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, fiducioso in una positiva conclusione della vicenda per le popolazioni abruzzesi colpite dal sisma. Anche l'assessore comunale Stefania Pezzopane ha chiesto che «nel Decreto Sviluppo sia inserita una norma per un'ulteriore proroga».