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Pescara, 14/04/2026
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Data: 03/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atac, protesta in piazza Venezia lunedì mezzi pubblici in sciopero. I sindacati: «Stipendi ridotti di 300 euro». L'azienda: «Nessun taglio»

Ieri la protesta davanti al Campidoglio, con traffico bloccato per una decina di minuti in piazza Venezia: i manifestanti hanno camminato più volte sulle strisce pedonali bloccando auto, scooter e autobus e mandando in tilt il traffico intorno al Vittoriano. Ma la rabbia dei dipendenti dell'Atac, impegnati in una vertenza con l'azienda sul contratto integrativo, rischia davvero di «bloccare Roma». Così come anche ieri minacciavano alcuni lavoratori, durante il faccia a faccia con l'assessore capitolino alla mobilità Antonello Aurigemma, due giorni dopo la prima manifestazione in via Prenestina.
L'assessore ha smentito «le notizie sulle decurtazioni di stipendio» che le organizzazioni sindacali valutano in 3-400 euro al mese. «Fino ad oggi, l'unica misura concretamente attivata è stata la riduzione delle retribuzioni e dei benefit del personale dirigente», spiega l'azienda, in una nota. Decisivi saranno l'incontro dei sindacati con l'amministrazione comunale e la Regione, fissato per domani mattina, e soprattutto la ripresa della trattativa con l'azienda, in programma a partire dalla prossima settimana.
Già per oggi il sindacato di base Usb ha indetto una giornata di mobilitazione: alle 10 presidio davanti alla sede dell'Asstra, in piazza Cola di Rienzo, dalle 15.30 assemblea pubblica in via Galilei. E dal fronte confederale il segretario regionale della Filt-Cgil, Marco Capparelli, non esclude che vi possano essere «azioni di protesta spontanee, da parte di singoli o gruppi di lavoratori esasperati».
Già dall'altra notte, dicono dalla Rsu di Atac, «molti operai hanno smesso di fare manutenzione: sulla metro A e sulla metro B, ad esempio, non è stato effettuato il lavaggio delle gallerie che normalmente avviene ogni giorno». I disservizi provocati dal blocco della manutenzione «non sono immediatamente visibili come il blocco degli autobus - spiegano i lavoratori - ma pian piano si vedranno i risultati».
I trasporti romani saranno a rischio lunedì, a causa di due scioperi, già proclamati: uno nazionale di 24 ore, l'altro a carattere locale di 4 ore. La protesta nazionale, indetta da Usb, si svolgerà dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio e coinvolgerà i lavoratori Atac, Cotral, Roma Tpl e Roma servizi per la mobilità. Per l'intera giornata, quindi, saranno a rischio bus, tram, metro e le ferrovie urbane Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Civita Castellana-Viterbo, le 73 linee periferiche e notturne gestite da Roma Tpl e i collegamenti regionali della Cotral. Sempre lunedì è in programma lo sciopero locale di 4 ore, dalle 8,30 alle 12,30, indetto dalla Faisa-Cisal inizialmente per domani, ma posticipato proprio al 7. Per giovedì 17, poi, è già fissata un'altra giornata di astensione del lavoro dei lavoratori del settore, indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl.
Il futuro del trasporto pubblico a Roma e nel Lazio potrebbe passare per un coordinamento a livello regionale, probabilmente con un'apposita agenzia della mobilità. «Non ci sarà nessuna decisione piovuta dall'alto - assicura Gianni Alemanno - Stiamo gestendo un piano industriale difficile, chiediamo la collaborazione dei sindacati». La soluzione, sostiene Renata Polverini, non può essere l'accorpamento di Atac e Cotral, perché «il contratto in house providing per il Cotral esclude questa possibilità». E Francesco Lollobrigida, assessore regionale ai trasporti, conferma: «Le norme impediscono un accorpamento delle due aziende, ma è necessario un coordinamento del trasporto pubblico sul nostro territorio, che comprenda anche Trenitalia».

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