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Pescara, 14/04/2026
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Data: 04/11/2011
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
«Treni per pendolari come carri bestiame» Catino: «Orari assurdi e poche corse per gli studenti universitari»

TRANI. Sveglia all'alba, doccia e caffè, più veloci della luce che ancora viene dai lampioni notturni. Poi di corsa in stazione. Il treno arriva (più o meno) alle 6.55, e quando lo si vede in lontananza già comincia la ricerca del vagone meno affollato. Invano: qualcuno non riesce nemmeno a salirci tanto è pieno, zeppo di studenti (e lavoratori) che si affannano inutilmente alla ricerca di un posto. Che, metaforicamente, anche nel treno non c'è. E allora si aspetta quello successivo. Stessa scena, ogni giorno. E intanto a Bari all'Uni versità le aule si riempiono e ben presto sono già tutte piene, i baresi arrivano comodi e prendono i posti. Le lezioni cominciano e chi arriva dalla provincia può ben starsene fuori. Gli studenti pendolari, infatti, ogni giorno devono affrontare una vera e propria odissea per raggiungere le sedi dell'Università nel capoluogo: in vecchi vagoni, stretti come sardine in scatola, libri e borse che pesano sulle spalle, caldo e umido nell'alito del mattino comune. La cosa si ripete al ritorno, generalmente alle 13.35 alla stazione di Bari, ma anche in orari successivi: sembra l'assalto alla diligenza, ma è invece solo ora di tornare a casa. Ma è anche ora di protestare: Andrea Cat i n o , presidente dell'associazione "G i ova n i per i Giovani" di Trani (e regionale dell'as sociazione nazionale "Giovane Università"), ha organizzato per i prossimi giorni una raccolta di firme «per segnalare alla Regione e alla Provincia i disagi che vivono quotidianamente gli studenti pendolari tranesi e di tutta la provincia. In particolare denunciamo il sovraffollamento dei treni per Bari nella fascia oraria compresa tra le 6.30 e le 10 del mattino: provino loro, gli assessori, gli amministratori, quelli che girano con le auto blu, a prendere uno di questi treni al mattino invece di spostarsi comodamente in auto. Vangano a provare sulla propria pelle il disagio di migliaia di persone, ogni giorno. Roba da carro bestiame, altrocchè». Il problema riguarda davvero un grandissimo numero di utenti, generalmente studenti: da Trani ne partono decine e decine ogni mattina per raggiungere il Politecnico (ingegneria, architettura e altre facoltà scienstudio, come il Politecnico per esempio, che è ancora più lontano: non c'è un mezzo di trasporto per raggiungerlo agevolmente, eppure è lontano esattamente 5 chilometri dalla stazione». Inutile dire che si pagano bei soldini per i biglietti del treno: «Certo, abbonamenti e biglietti singoli, 5.80 euro per andata e ritorno al giorno, 20 euro circa settimanale e 60 circa il mensile. Per essere trattati così». Chi non può permettersi di mandare i figli a «studiare fuori» dovrebbe avere come contropartita un buon servizio nella propria regione. Magari evitando E invece no. «Non sarebbe difficile migliorare il servizio, è questo che chiediamo: aumentare il numero dei treni su questa tratta affollatissima, o dei vagoni (magari metterne di nuovi e puliti..), o istituire una corsa di pullman da Trani, visto l'alto numero di studenti che si recano ogni santo giorno all'Uni versità» .

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