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Pescara, 14/04/2026
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Data: 04/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abruzzo blindato sui fondi strutturali. Fitto garantisce a Chiodi e ai governatori del Sud le rispettive quote di finanziamento

PESCARA - Il Sud corre a Roma mentre tra palazzo Chigi e Bruxelles si gioca la partita della vita, e avverte: il problema dell'Italia non è solo il pesante fardello del debito pubblico ma il dualismo economico tra Nord e Mezzogiorno: una condizione strutturale e di debolezza che non aiuta la crescita. C'era anche l'Abruzzo ieri mattina all'incontro tra i governatori delle Regioni meridionali e il ministro Raffaele Fitto per ribadire pochi ma essenziali concetti in ore convulse in cui il piano economico del Governo rischia di saltare ad ogni sussulto dell'Europa e dei mercati finanziari.
Così, anche il governatore Gianni Chiodi è tornato a casa con un importante documento che blinda sostanzialmente la quota di finanziamento che lo Stato è chiamato ad assicurare per i fondi strutturali 2007-2013, nell'ambito della revisione dei programmi (nazionali e regionali) cofinanziati dalla Ue.
Il punto due del documento è quello che interessa maggiormente l'Abruzzo, come spiega Chiodi, là dove si precisa che la rimodulazione dei programmi potrà prevedere la revisione dei tassi di cofinanziamento comunitario a condizione che le risultanti risorse nazionali siano vincolate al riutilizzo nel rispetto del principio della territorialità. Ciò significa che se l'Europa mette 700 e lo Stato 300, la quota parte nazionale dovrà essere investita interamente nella crescita, sul territorio, e non per il ripianamento del debito.
«E' un risultato - spiega Chiodi - raggiunto con la collaborazione di tutte le Regioni del Sud, sia di centrodestra che di centrosinistra, da Vendola a Caldoro. C'eravamo tutti, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Era importante impegnare il Governo sulle risorse europee, in particolare concentrando gli investimenti nei settori dell'istruzione, della banda larga, delle infrastrutture e della nuova occupazione».
Il documento è stato sottoscritto da Fitto e dagli otto governatori delle regioni meridionali ma lunedì 7 è atteso ad un altro passaggio importante, come spiega ancora Chiodi: «Il ministro incontrerà a Roma il Commissario europeo responsabile della politica regionale, Hahn per firmare il piano d'azione tra la Ue e il Governo. In quella occasione ci saremo anche noi». Una volta messo nero su bianco, si potrà tornare a respirare. E a sperare.
L'Italia ha assunto in sede europea l'impegno ad attuare una serie di misure di politica economica indirizzate a sostenere la crescita. Tra queste, era stata individuata la revisione strategica dei programmi legati ai fondi strutturali 2007-2013. L'obiettivo resta quello di puntare ad una maggiore concentrazione sugli investimenti in grado di determinare effetti diretti sulla competitività e un maggior orientamento delle politiche ai risultati. Da qui la mossa delle Regioni meridionali, nella consapevolezza che la politica di coesione possa offrire «un forte contributo per la elevazione del tasso di crescita dell'economia italiana». Un messaggio che l'Europa ha in realtà recepito da tempo, anche se nell'attuale congiuntura è difficile procedere per schemi: se arrivano i tagli arrivano per tutti. Ed è quello che l'Abruzzo e il resto del Mezzogiorno stanno cercando di scongiurare. Il punto uno del documento sottoscritto con il ministro Fitto va proprio in questa direzione: «Il processo di revisione dei programmi strategici avrà luogo secondo le modalità previste in sede regolamentare. Pertanto, tutto il processo sarà realizzato secondo il metodo della condivisione interistituzionale». Ora si aspetta la firma del commissario Hahn. Il 7 novembre il Sud tornerà a Roma per vigilare sul suo destino.



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