CANNES - «Fate in fretta, qualunque cosa ma fate in fretta». Nicolas Sarkozy e Angela Merkel lo ripetono più volte a Silvio Berlusconi durante l'incontro di ieri mattina che precede l'avvio dei lavori del G20. Allo stesso tavolo anche il primo ministro spagnolo. Zapatero è all'ultimo summit internazionale, visto che tra pochi settimane la Spagna tornerà alle urne. Berlusconi punta invece a farsi almeno un altro G20, anche se le notizie che arrivano da Roma sulla tenuta della maggioranza non sono confortanti. «Abbiamo fatto tutti i compiti che ci sono stati assegnati. Ieri sera il Consiglio dei ministri ha varato nuove misure che approveremo entro dieci-quindici giorni», assicura Berlusconi.
Alla riunione dei paesi del G20 che adottano la moneta unica, il Cavaliere si presenta con la cartellina nella quale conserva gli appunti presi durante il volo, frutto della conversazione con il ministro Tremonti. L'atmosfera tra i due è obbligatoriamente cordiale. Al punto che sulla scaletta dell'aereo Berlusconi prova a scherzare con il superministro: «Dai, in guardia! Dicono che ci meniamo, regoliamola a pugni».Tremonti abbozza un sorriso: «Dai Silvio, te l'avevo detto che il decreto non si poteva fare!».
Stavolta la collaborazione tra i due sembra funzionare meglio. Berlusconi racconta ai leader europei le misure contenute nel maxiemendamento: «Dismissioni e liberalizzazioni, sulle quali metterò la fiducia. In questo modo, l'Italia rispetta i suoi impegni e contribuisce al comune progetto di gestione della crisi finanziaria». Berlusconi ammette che il testo ancora non c'è, ma che «martedì o mercoledì» verrà presentato al Senato allegandolo alla legge di Stabilità. Malgrado Berlusconi assicuri i partner sui tempi, non si tratterà di un iter rapidissimo visto che il calendario di palazzo Madama prevede l'avvio del dibattito per il 21 del mese.
L'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2013, viene ripetuto dal Cavaliere. Così come la volontà di procedere sulla strada del risanamento economico e finanziario. Le misure adottate nell'ultimo Consiglio dei ministri, vengono presentate dal presidente del Consiglio come «l'avvio di un percorso» di risanamento così come previsto nella lettera inviata a Bruxelles. Sulla riforma del mercato del lavoro, Berlusconi spiega ai leader che «il governo è determinato ad aprire una trattativa in tempi rapidi con i sindacati».
Il pranzo nel Palais de Festival divide la giornata, ma i toni degli argomenti che Berlusconi usa con i partner del G20 nella riunione pomeridiana, non sono diversi da quelli adottati nell'Intergruppo. L'Italia è osservata speciale in un vertice che il riacutizzarsi della crisi in Grecia non offusca. Davanti al presidente americano Barack Obama e al presidente cinese Hu Jintao, Berlusconi ammette che il problema italiano «è l'alto debito», ma che «l'Italia lo ha sempre onorato». «I fondamentali dell'economia sono buoni, come confermano i nostri dati sull'export» e che «la ricchezza patrimoniale delle famiglie italiane è un multiplo dello stock di debito pubblico raggiunto dall'Italia».
Sarkozy si compiace «per gli sforzi italiani», ma nella bozza del piano d'azione del G20 che oggi verrà ufficializzata vengono nuovamente messi nero su bianco i nostri «obblighi». A futura memoria di questo o di altri governi.