PESCARA. Fermano una ragazzina di 17 anni sul bus e le contestano l'abbonamento, ma il padre, Andrea Urbano, non ci sta e fa di tutto per dimostrare che si tratta di un errore del controllore. È successo su un autobus dell'Arpa, nella linea Pescara-Spoltore.
Protagonista della vicenda, una studentessa che, di ritorno da scuola, si è vista contestare la veridicità dell'abbonamento mensile e comminare una multa di 40 euro. «Il problema non è la multa», dice il padre, che quella sanzione l'ha pagata, «il punto è che loro dicono che sull'abbonamento c'è una doppia vidimazione e questa è una cosa impossibile, è la macchinetta che ha raddoppiato i numeri. Io pago l'abbonamento a mia figlia ogni mese da anni, e su ogni abbonamento viene scritto nel momento dell'acquisto il mese e l'anno di riferimento». L'uomo si è rivolto agli uffici pescaresi dell'Arpa che lo hanno mandato a Chieti. «Lì un ingegnere», racconta, «mi ha risposto che è una truffa e che siccome mia figlia è minorenne, denunciano me».