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Data: 04/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Sbloccati otto miliardi per il Sud. Chiodi: è un risultato importante, scongiurato il disimpegno comunitario

PESCARA. «Lo sblocco di otto miliardi, come quota di cofinanziamento nazionale sui fondi strutturali per il Sud, è un risultato molto importante. Che permette di liberare risorse decisive, e in via prioritaria, per gli interventi nel Mezzogiorno». Il presidente Gianni Chiodi commenta così l'esito dell'incontro avuto ieri, assieme ai governatori di Basilicata, Molise, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, con il ministro Raffaele Fitto. «E' un accordo esclusivo tra le regioni del Sud», spiega Chiodi, «e se sarà benedetto nei prossimi giorni dal commissario europeo Hahn, consentirà di blindare la possibilità di portare avanti interventi importanti su istruzione, nuova occupazione, banda larga e infrastrutture». Che sono i quattro settori sui quali saranno concentrate le risorse comunitarie del Fse (fondo sociale europeo) e del Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale. «Naturalmente», prosegue il governatore dell'Abruzzo, «ci sono altre partite da giocare in Europa, a cominciare dalla programmazione sul cosiddetto "Obiettivo di transizione", che riserva all'Abruzzo, e a poche altre regioni italiane, una dotazione di altri fondi esclusivi».
Chiodi ricorda che non bisogna fare confusione tra gli interventi discussi ieri con il ministro dei Rapporti con le Regioni e il Piano nazionale per il Sud elaborato dal governo nei mesi scorsi. Piano che ha visto l'esclusione dell'Abruzzo. «Il Piano nazionale per il Sud», dice il presidente, «non è stato altro che un'accelerazione impressa dal governo alle procedure di quelle Regioni che non brillano nella spesa. In pratica, il governo ha detto: siete lenti e disperdete risorse in mille rivoli. Per l'Abruzzo, questo problema non si è posto e sebbene, qualche tempo fa, si è diffuso un allarme sul possibile disimpegno dell'Europa, lo sblocco delle risorse sancito nell'accordo con il ministro Fitto rimette oggi in moto un meccanismo importante per l'Abruzzo e l'attuazione dei programmi 2007-2013 che scongiurano il rischio di disimpegno delle risorse comunitarie entro il 31 dicembre 2011».
«Questo documento» sottolinea il ministro Fitto, «sarà posto alla base del Piano d'azione che sottoscriveranno lunedì prossimo il governo italiano e il commissario europeo responsabile della politica regionale Hahn». Nel documento, governo e Regioni riconoscono la necessità di imprimere ogni utile impulso alla crescita dell'Italia e concordano sulla necessità di proseguire il rapporto di cooperazione rispettando quattro condizioni: condivisione interistituzionale; le rimodulazioni potranno prevedere la revisione del tasso di cofinanziamento comunitario a condizione che le risorse nazionali siano vincolate al riutilizzo nel rispetto del principio della territorialità; i settori di intervento sui quali concentrare le risorse saranno in numero limitato e prioritariamente quelli dell'istruzione, della banda larga, delle infrastrutture e della nuova occupazione. «Data la situazione economica attuale» spiega Fitto «abbiamo deciso, con le Regioni, di riprogrammare gli obiettivi di spesa che risalivano a 5 anni fa. Poi, con i quattro ministri interessati, faremo altrettanti tavoli di lavoro per concordare la priorità da dare all'utilizzo delle risorse. L'intesa mette fine ai dubbi e alle perplessità circolate nei giorni scorsi circa un diverso utilizzo dei fondi comunitari».
Soddisfazione per l'accordo è stata espressa da tutti i presidenti delle Regioni meridionali. «E' un'intesa che garantisce qualità e velocizzazione della spesa dei fondi comunitari nel Sud: abbiamo messo in sicurezza le politiche di coesione» commenta il governatore della Puglia, Nichi Vendola, «che rischiano di essere delegittimate sia in Italia che in Europa. Negli ultimi anni, c'è stata una progressiva riduzione del plafond per lo sviluppo. I fondi Ue hanno quindi acquisito un ruolo centrale, perché senza spesa comunitaria rischiamo il collasso. E se non cresce il Sud non cresce l'Italia».

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