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Pescara, 14/04/2026
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Data: 04/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Le reazioni al Dpefr per gli anni 2012-2014 La Finanziaria regionale divide gli imprenditori

Il no di Confesercenti: documento vuoto Coldiretti: ineccepibile

PESCARA. Il nuovo documento di programmazione economica e finanziaria (Dpefr) 2012-2014 è interessante in linea di principio, ma si presenta vuoto di contenuti. Così le associazioni di categoria, che lamentano scarsa attenzione sui diversi settori di riferimento e auspicano un maggior coinvolgimento nelle prossime stesure. Fa discutere il documento economico, presentato l'altro ieri all'Aquila dal governatore Chiodi a sindacati, parti sociali e associazioni.
«Ma nel Dpefr non abbiamo trovato grandi novità rispetto ai discorsi fatti» afferma il direttore della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo, secondo il quale «l'unico modo per ottenere risorse è ridurre la spesa sanitaria». Sono due i punti fondamentali per la confederazione dell'artigianato: «da un lato, ogni euro che verrà risparmiato sulla sanità dovrà essere destinato all'abbattimento dell'Irap; dall'altro, è necessario spendere velocemente le risorse che ci sono, se ci sono». Parla di «documento vuoto, che non serve né al risanamento né allo sviluppo dell'Abruzzo» il direttore regionale di Confesercenti, Enzo Giammarino. «Risanamento senza sviluppo equivale a sostenere l'impoverimento della regione. E' incredibile» aggiunge «che non ci si ponga il problema di trovare le risorse minime che consentano ai settori economici di respirare».
Il direttore regionale Coldiretti, Simone Ciampoli, annuncia che la confederazione ha presentato una serie di proposte e parla di Dpefr «ineccepibile dal punto di vista economico. Il rischio è che rimanga tale se non si mettono in atto percorsi precisi». Per Giandomenico Di Sante, presidente di Confcommercio, il documento «a parole va abbastanza bene, sia pur con degli spazi vuoti, ma ora ci vuole concretezza. Avrebbero potuto fare meglio» dice «ma riconosco l'impegno. Ora però devono seguire sforzi ulteriori».
C'è bisogno di un maggiore coinvolgimento nelle prossime stesure secondo il presidente regionale di Confartigianato, Angelo Taffo, che si concentra su alcune questioni di fondo: accesso al credito, infrastrutture, trasporti, snellimento della burocrazia e abbassamento delle imposte. «Il modello cooperativo di impresa è il più utile al rilancio dell'economia regionale», sottolinea il presidente di Confcooperative, Giampiero Ledda, afferma che il documento «sembra essere coerente con tale spirito e quindi la valutazione complessiva è positiva».
Secondo l'Ugl, infine, «il Documento può essere migliorato».
«Appare prioritario, a nostro avviso», dice Piero Peretti, segretario regionale del sindacato, «reperire risorse immediate da destinare al rilancio economico delle aree in crisi. E' necessario procedere alla vendita degli immobili pubblici dalla quale si otterrebbero almeno 110 milioni di euro. Questo aspetto nel Dpefr è appena accennato».
«Altro elemento che ci lascia perplessi», conclude Peretti, «è quello relativo alla copertura economica del Masterplan dettagliatamente illustrato nel Dpefr ma, stanti così le cose, relegato a mero libro dei sogni. Del miliardo e settecento milioni previsti nel 2009 non c'è alcuna traccia. E' necessario, quindi, un confronto col ministro Romani per sapere se esiste ancora, ed in qual misura, copertura finanziaria per il Masterplan Abruzzo».

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