Non si regge più se ci passa il Filò: il riferimento è al manto della strada parco che Mario Sorgentone ritiene troppo leggero e fragile per sostenere il peso del mastodontico mezzo (30 tonnellate).
Ne è certo il presidente dell'associazione Strada parco, che rilancia l'allarme lanciato su queste pagine mesi fa da Ivano Angiolelli del comitato No Filovia. Sorgentone avvalora la sua tesi con uno studio e dati secondo i quali «il passaggio di un mezzo da 30 tonnellate ogni 10 minuti distruggerà l'asse stradale in soli due mesi. Già ora la carreggiata presenta avvallamenti in molti punti e dissesto nei pressi di via Ruggero Settimo, figuriamoci cosa succederà con l'entrata in funzione del filobus». Risulta, inoltre, che la Balfour Beatty aveva chiesto al Comune un intervento per consolidare la struttura della carreggiata e Sorgentone spiega cosa si intende per consolidamento: «La strada parco ha uno strato di appena 30 centimetri, fra l'asfalto e il battuto della vecchia ferrovia. Per sopportare il peso del Filò, invece, servirebbe il rifacimento completo dell'arteria con 70 centimetri così ripartiti: 25 di sottobase o fondazione con materiale misto naturale e granuloso, 40 per lo strato di base con materiale misto cementato e stabilizzato a bitume e una decina abbondanti per la superficie stradale». Ma, obiettiamo, l'ingegner Fabiani della Gtm sostiene che il problema non esiste perché prima vi passava il treno: «Spiegazione che un tecnico come lui non può dare. - replica Sorgentone - Il peso del treno, sia pure molto maggiore di un filobus, non veniva scaricato a terra, ma ben distribuito e scaricato sui binari e sulla massicciata». Altra grana, i costi di gestione e manutenzione da addebitare alla Gtm, visto che sarà l'unica azienda ad utilizzare la strada parco, e sui quali c'è stato un voto unanime del Consiglio comunale: «E' vero, però finora non sappiamo se il presidente Russo abbia risposto all'assessore Fiorilli, - ribatte Sorgentone - mi auguro che i Comuni di Pescara e Montesilvano escano allo scoperto: non vorrei che se ci saranno debiti da ripianare alla fine pagheranno i soliti noti, ovvero i cittadini». Tra i quali, la signora Vally Curti ce l'ha con Lorenzo Sospiri: «Noi non ce andiamo da qui fino a quando non ci diranno la verità e a Sospiri, sempre sicuro che i soldi ci sono e la filovia sarà completata, dico di assumersi le sue responsabilità». Il professore Gaetano Michetti, invece, se la prende con Carlo Masci: «Mi ha detto per anni che non aver mai dato la sua approvazione al progetto, ora invece ne è diventato il principale sostenitore. Con lui sono ancor più arrabbiato perché è stato mio allievo alla Mazzini».