Domani sarà una giornata decisiva nella battaglia per evitare la mazzata della restituzione delle tasse non versate dopo il sisma. Il commissario Gianni Chiodi sarà a Roma fin dal primo mattino: alle 9, insieme agli altri colleghi delle regioni del Meridione, incontrerà il ministro Raffaele Fitto e il commissario europeo per le politiche regionali, Johannes Hahn. A seguire, dopo la conferenza stampa delle dieci, si occuperà a oltranza dell'emergenza economica cittadina. In questo momento sono due le strade percorribili: l'inserimento di una norma all'interno della legge di stabilità, della quale però non è certa l'approvazione entro il 30 novembre, oppure un semplice decreto legge. Chiodi ha operato una pressione fortissima. Ha consegnato i dati «inoppugnabili» per dimostrare che «la questione è insostenibile». In più sta lavorando ancora alla possibilità di una decurtazione della somma, come accaduto in Umbria e Marche. «Ho fatto presente a tutti - dice Chiodi - che all'Aquila sono state fatte cose straordinarie. In altre zone i lavori sono fisicamente cominciati molti anni dopo, qui c'è stata un'imponente opera di messa in sicurezza, pur in una situazione molto più complicata. Nonostante ciò in Italia c'è una propaganda molto contraria. Se non ci sarà un riconoscimento sulle tasse neanche le cose buone fatte saranno apprezzate. Ecco perché ho messo in ballo il mio ruolo da commissario, di rappresentante del governo sul territorio».
Nel frattempo, mentre in città sale la tensione e si preparano le mobilitazioni della prossima settimana, ieri dal palco di San Giovanni, a Roma, il segretario pd Pierluigi Bersani ha inserito la vicenda tasse tra le «vergogne nazionali». Il partito ha presentato un emendamento per far cominciare la restituzione dal 2014, in 120 rate, al 40 per cento dell'importo totale. Durissimo anche il segretario della Cgil Umberto Trasatti: «Mai avremmo immaginato che la spudoratezza arrivasse così lontano, che il calcolo politico tradisse persino la fiducia minima di chi ha perso tutto. Martedì anche la Cgil sarà all'iniziativa davanti alla Regione: a quella e a tutte le altre che la città deciderà. Lo sarà insieme ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese, alle quali chiediamo di facilitare la partecipazione dei dipendenti alla manifestazione. La riduzione delle tasse e il rinvio del pagamento sono diritti che l'Italia ha già riconosciuto alle popolazioni colpite da una tragedia: non chiediamo trattamenti di favore ma soltanto quello che spetta a questo territorio».