Iscriviti OnLine
 

Pescara, 10/04/2026
Visitatore n. 752.990



Data: 06/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fini spinge il Terzo polo «Non siamo degli eretici» E agli aquilani: «E' giusto chiedere di non pagare le tasse»

PESCARA - Il Terzo polo in Abruzzo è già lì: nello sguardo del capogruppo dell'Udc alla Regione, Antonio Menna che incrocia quello di Gianfranco Fini sul palco del teatro Flaiano di Pescara. Menna seduto in prima fila, con accanto l'ex assessore regionale del Pdl Daniela Stati. Il presidente della Camera e fondatore di Futuro e libertà parla ad una platea di 600 persone, spara a zero su un sistema bipolare ridotto a «derby tra tifoserie» e ironizza su chi è oggi alla guida del Governo: «In queste ore il nostro presidente del Consiglio è con il pallottoliere in mano alla ricerca di un voto o due, che arriva sempre all'ultimo minuto per nobili motivazioni...».
La platea si scalda, sul lungomare Sud di Pescara Gianfranco Fini sembra battezzare una nuova stagione di alleanze, che vede ancora una volta l'Abruzzo laboratorio della politica nazionale. Prima di lui era stato il coordinatore regionale e vice coordinatore nazionale di Fli, Daniele Toto a spiegare che «la politica è scelta, non si fa con il dubbio, e questo prevede sempre un'assunzione di responsabilità».
Un pomeriggio ricco di appuntamenti per il presidente della Camera, che nel pomeriggio aveva incontrato una delegazione di imprenditori abruzzesi, tra i quali il patron di Airone, Carlo Toto e il presidente di Confindustria Pescara, Enrico Marramiero. Tra i presenti spunta anche l'ex direttore generale della d'Annunzio, Marco Napoleone. Poi tutti al Flaiano. Sulle scale del teatro un ragazzo affronta Fini e chiede se gli aquilani pagheranno le tasse. Il leader di Fli non si sottrae: «Gli aquilani hanno tutto il diritto di chiedere di non pagare le tasse».
Poi il comizio. Un passo indietro. E' quello che il presidente della Camera continua a chiedere a Berlusconi: «Ne va della credibilità del Paese. Deve rendersi conto che si è chiusa una fase e che occorre voltare pagina. Persino per i grandi campioni arriva il momento di andare in panchina». La soluzione migliore per Fini non è però quella di cambiare maggioranza, ma «un governo di emergenza che si ponga come scadenza due o tre cose fondamentali da fare». Tra queste, «un patto di generazione che convinca i padri che rimanere un anno in più al lavoro può servire a garantire un futuro migliore ai propri figli e ai propri nipoti». Dunque, una riforma del sistema pensionistico «che destini però le risorse risparmiate dallo Stato ad un fondo per l'imprenditorialità giovanile».
Dare un'occasione ai giovani, per Fini, significa uscire anche dalla logica del lavoro precario. Il presidente della Camera cita la virtuosa Germania: «Se un giovane viene assunto da un'azienda per soli tre mesi, guadagna di più».
E a proposito di Europa e credibilità del nostro Paese, Fini torna sulle parole pronunciate dal premier al vertice di Cannes: «Ha detto che in Italia non c'è nessuna crisi perché i ristoranti sono pieni e sugli aerei non si riesce a trovare un posto. Non so se a suggerire certe cose ci sia anche qualche dirigente abruzzese, ma questa è la rappresentazione di una persona che non conosce la realtà in cui vive».
Quanto a Fli e allo strappo dal Pdl, ribadisce: «Non siamo degli eretici, come qualcuno ha detto, ma la lealtà non è servilismo». Poi cita Montanelli: «Diceva che Berlusconi avrebbe finito per togliere il significato ai valori della destra per i prossimi venti anni». Il Terzo polo? Un'altra idea del Paese, «fuori dai troppi egoismi sociali, geografici e generazionali che oggi minano il concetto stesso di unità nazionale».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it