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Data: 06/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
«In nome di Dio e dell'Italia vattene!» Un duro editoriale del Financial Times chiede il passo indietro (leggi l'articolo originale)

ROMA - «In the name of God and Italy, go!». «Nel nome di Dio e dell'Italia, vattene!». Non poteva essere più esplicito il Financial Times nel chiedere a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro, citando in un editoriale una famosa frase del discorso che Oliver Cromwell tenne nel 1653 a favore del parlamento. Perché solo un cambio di leadership, diventato ormai «imperativo», spiega il quotidiano della City, potrebbe «ridare credibilità all'Italia» di fronte ai mercati.
Secondo il Fianancial Times tuttavia «sarebbe ingenuo credere che quando Berlusconi se ne andrà, l'Italia possa reclamare subito piena fiducia dei mercati». La colpa di Berlusconi? L'assenza di qualsiasi riforma nei suoi anni di governo.«Il rischio che potrebbe minare l'Italia - spiega il Ft - riguarda il leader attuale: avendo fallito l'obiettivo di realizzare riforme nelle due decadi passate in politica, Berlusconi manca della credibilità per portare avanti questi significativi cambiamenti».
Ma all'indomani del G20, non è solo il Ft a dedicare ampio spazio e molte prime pagine al caso Italia che a Cannes ha acconsentito al monitoraggio delle sue riforme strutturali da parte del Fondo monetario internazionale. La stampa estera non risparmia critiche al presidente del Consiglio, ritenuto per lo più un «sorvegliato speciale», in difficoltà anche sul piano interno. Duro il tedesco Spiegel che online scrive: «L'Italia sotto supervigilanza. La vergogna totale come ultima chance». Sarcastico il quotidiano Die Welt che titola: «La bisbetica domata»: «Berlusconi ammonito dai suoi colleghi a Cannes». Per il New York Times, l'Italia «aderendo alle pressioni dei leader europei, ha invitato il Fmi a guardargli da dietro le spalle per assicurarsi che Roma stia realizzando i cambiamenti ideati per evitare che il Paese soccomba».
Il Wall Street Journal ricorda invece come in conferenza stampa «Berlusconi si mostra nostalgico della lira», pur «facendo attenzione a non criticare la moneta unica». E non mancano, sulla stampa mondiale, le associazioni con la Grecia, sebbene vengano messe in evidenza le differenze dal punto di vista economico.
Lo stesso Ft assimila Berlusconi e il premier greco Papandreou: «Tutti e due si reggono su una sottile e risicata maggioranza parlamentare, e tutti e due stanno litigando con il loro ministro delle Finanze. Ma, la cosa più importante di tutte, hanno entrambi la tendenza a rinnegare le loro promesse in un periodo nel quale i mercati sono preoccupati sulle finanze pubbliche dei loro paesi»..
Il francese Liberation titola «Dopo il greco, il latino», riferendosi all'altro «anello debole dell'Europa», ma sottolinea come «tra Roma e Atene c'è un fossato». Sul piano interno, che crea a Berlusconi «perdite e imbarazzi», Libè però avverte che «l'Italia comincia a temere che l'ingombrante presidente del Consiglio discrediti la sua economia».
E dalla Grecia arriva il commento di Etnos, giornale vicino al governo di centrosinistra di Papandreou che titola: «Anche l'Italia di Berlusconi nelle braccia dell'Fmi». «Sottovalutata dal punto di vista economico, instabile dal punto di vista politico e inattendibile agli occhi dei mercati - prosegue - l'Italia entra ufficialmente sotto doppio controllo».

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