La società di navigazione ha annunciato di voler chiedere i danni agli enti che non hanno risolto il problema dell'insabbiamento del porto, costringendo il Pescara Jet a partire da Ortona, con ovvio e grave nocumento sia per la stessa compagnia sia per i passeggeri.
La Snav mette nel mirino, in particolare, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, l'istituzione che ha gestito direttamente l'emergenza con il dragaggio di febbraio-marzo pagato a peso d'oro per togliere appena 2mila metri cubi dai fondali: operazione costata 500mila euro, quindi 250 euro al metro cubo! Nei prossimi giorni, la società quantificherà e recapiterà la "nota spese" agli interessati, nel frattempo è sicuro che anche nella prossima estate il traghetto non salperà da Pescara, con ulteriore danno d'immagine per la città. «La Snav - spiega Bruno Santori della SanMar - programma in questo periodo l'attività e non può certo aspettare i tempi della politica e della burocrazia».