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Data: 07/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Tasse, Cialente chiama i vescovi. Il sindaco vuole coinvolgere la comunità cattolica nella protesta

L'AQUILA. Non un giorno senza azioni per spingere il governo a rompere il silenzio sulle tasse. Il sindaco Massimo Cialente è in trincea, fucili spianati per difendere i diritti dei cittadini. In mattinata incontrerà i sindaci del cratere. Al tavolo anche il presidente della Provincia. Alle 13, poi, appuntamento con i parlamentari abruzzesi e verifica dell'intenzione del governo di riceverlo. Inviterà presidi e genitori a non mandare gli studenti a scuola venerdì mattina. Ai vescovi, invece, Cialente chiederà di far suonare in tutto il comprensorio le campane, simultaneamente, martedì alle 17.
Prende forma il programma della mobilitazione permanente indetta dal sindaco Massimo Cialente e le forze sociali della città. Si entra nel vivo della macchina organizzativa questa mattina, con «l'ansia di chi sta vivendo un incubo o un film dell'orrore», dice il sindaco. Nelle prime ore della giornata Cialente incontrerà i colleghi del cratere sismico e il presidente della Provincia Antonio Del Corvo. Insieme dovranno mettere a punto una bozza di testo per un'ordinanza o un decreto da inviare al governo. Sarà chiesto con questi strumenti di bloccare la situazione: se le cose dovessero restare come sono, infatti, «la pubblica amministrazione e i privati incomincerebbero necessariamente a preparare le buste paga. Sulle quali peserà, a fine mese, il salasso delle tasse sospese per 14 mesi dopo il sisma». Alle 13, poi, incontro del sindaco con i parlamentari abruzzesi. Cialente chiederà di sollecitare il governo a intervenire e dire agli aquilani «di che morte devono morire». Intanto Cialente attende la risposta della maggioranza sulla sua richiesta di essere convocato, spedita sabato scorso. La sensazione è che non ci sia un momento da perdere. «Siamo fuori tempo massimo», dice infatti un Cialente preoccupatissimo. Serve almeno un'ordinanza che consentirebbe di bloccare la situazione (in attesa di trovare una soluzione definitiva) senza copertura finanziaria. Che dovrebbe però essere trovata entro un mese. Lo scoglio da superare è, infatti, sempre quello di trovare una copertura finanziaria ai 100 milioni che gli aquilani dovrebbero restituire in un colpo solo e al cento per cento. «Il governo ha avuto un anno di tempo, e noi lo abbiamo sempre sollecitato, per cercare questi fondi», aggiunge Cialente, «ora ci sono due emendamenti in cui Pd e Idv avanzano delle proposte». Quando i parlamentari saranno partiti alla volta di Roma - dove nel pomeriggio partirà in Senato la discussione del maxi-emendamento - Cialente contatterà presidi e genitori. Sarà rivolto loro l'invito a non mandare gli studenti a scuola venerdì mattina. È sui ragazzi che il sindaco fa affidamento per convincere il governo a rompere il silenzio sulle tasse. Una telefonata, poi, ai vescovi, per chiedere di far partecipare anche i parroci alla protesta. Come? Suonando contemporaneamente le campane di tutte le parrocchie alle 17, mentre i cittadini staranno manifestando sotto l'Emiciclo durante il consiglio regionale.

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