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Pescara, 10/04/2026
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Data: 07/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le spine di Chiodi: i fondi europei e le proteste aquilane

PESCARA - La settimana politica si apre con l'ennesima trasferta romana alla ricerca dei preziosissimi fondi europei, uniche risorse potenzialmente disponibili per sostenere la ripresa economica abruzzese, come testimonia con impietoso realismo il Documento di programmazione economica stilato dalla Giunta regionale, quello che la burocrazia sintetizza in Dpefr, acronimo da vocabolario arabo. Oggi infatti Gianni Chiodi incontrerà a Palazzo Chigi sia il ministro Raffaele Fitto che, soprattutto, il commissario europeo Johannes Hahn per capire che fine farà un buon gruzzolo di utilissimi fondi, quelli che scivolano via dalle mani delle Regioni fuori dall'Obiettivo ex-1.
Per Chiodi, in realtà, la trasferta romana è doppia. C'è la questione delle tasse che preme, le tasse che L'Aquila chiede di non pagare, quanto meno non tutte e non ora, con una città e un'economia ancora a terra. Gli aquilani hanno già detto che suoneranno le campane contro le trombe del Governo, novelli Pier Capponi ma molto, molto più arrabbiati dell'antico condottiero fiorentino.
Chiodi bussa alla porta di Gianni Letta per aprire il portone del Governo e minaccia di gettare sul tavolo la sua nomina a commissario alla ricostruzione se la questione-tasse non verrà risolta. Vedremo quale risposta otterrà lui, e quale otterranno gli aquilani che minacciano di marciare su Roma spalleggiati, guarda un po', da tutti i politici nessuno escluso, perchè tra qualche mese si vota, nel capoluogo, e allora nessun candidato o candidabile vuole mettersi contro un elettorato che di fiducia nei politici ne ha già poca.
A proposito di elezioni di primavera, il Pdl gonfia il petto contando le tessere e su quelle vuol costruire una speranza di vittoria, tacitando le tensioni tra capi e capetti interni. «Va tutto bene, siamo forti e uniti», annuncia il coordinatore Filippo Piccone. Non può dire altrimenti, ma neanche a lui sfugge l'erosione di consensi che minaccia il centrodestra abruzzese, un po' per errori propri e un po' per l'effetto-Berlusconi, che una volta ti tira su ma un'altra ti manda giù. E nemmeno può sperare nel soccorso in extremis dei centristi, Fini a Pescara ha chiamato a raccolta il Terzo polo e Casini a Roma ha celebrato il senso di responsabilità del Pd. Anche in politica uno più uno fa due, almeno quando si va a votare. E uno senza il più uno rimane uno, e perde. Queste le proiezioni di voto ad oggi, lunedì 7 novembre.

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