ROMA Le note iniziali sono quelle, di rito, dell'Inno nazionale. Quelle finali sono affidate a "Il mio secondo tempo" di Max Pezzali e davvero quello che va in scena nell'affollatissima Sala delle Fontane all'Eur per la convention del Terzo Polo ha tutta l'aria di essere (l'ennesimo) secondo tempo della pancia moderata del Paese. La stessa che ieri ieri era l'elettorato Dc. Non è un un caso che sia un altro cavallo di razza della ormai estinta Balena bianca, Beppe Pisanu, a portare il colpo, a dare il mesaggio vero della kermesse domenicale. In una giornata in cui è un continuo dichiarare «mi sento a casa» (lo fa il liberaldemocratico Tanoni, lo fa capire lo stesso Pisanu e, soprattutto, è la platea a gridarlo all'ex ministro dell'Interno), Pisanu rivolge parole molto chiare all'inquilino di Palazzo Chigi: «A Berlusconi chiediamo di contribuire con il suo peso politico a contribuire a un governo di unità e salvezza nazionale».
Sullo stesso palco Pier Ferdinando Casini avverte però che non si può pensare a un governo di responsabilità nazionale escludendo il Pd. «Pensare a un governo che ricostruisca l'Italia e affronti i sacrifici emarginando quella parte del mondo politico che più direttamente rappresenta la realtà del mondo operaio e del sindacato - sottolinea - è da irresponsabili». «Anche i moderati e la destra più radicata non dovrebbero far passare la grande disponibilità che il centrosinistra ha messo sul tavolo». «Certamente - aggiunge Casini - non si può fare un governo di risanamento nazionale senza la destra che ha vinto le elezioni, ma questo è un problema che interroga il Pdl. Sono loro che si vogliono tirare fuori». Poi il leader Udc elogia la manifestazione di sabato scorso del Pd: «Una bellissima manifestazione. In piazza c'era un'opposizione che ha parlato un linguaggio di rispetto verso tutto e verso tutti, anche se di contrapposizione al governo».
Fini preferisce una metafora calcistica: «A Berlusconi rinnovo l'appello a fare almeno un passo di lato, se non vuole sentirsi dire di farne uno indietro. Visto che l'uomo ama il calcio, capita anche ai grandi campioni di essere sostituiti, se questa è l'esigenza della squadra e ora quello che serve alla squadra Italia è un altro presidente del Consiglio che verifichi chi sacrifica l'interesse di parte e non difende solo quelli personali».