Daniela Rombi che nella strage ha perso sua figlia Emanuela di 21 anni: "E' la notizia che aspettavamo. Viareggio come per la Thyssen dovrebbero dare il dolo per la strage"
di
Ascolta la notizia dei 38 indagati in silenzio e subito chiede: "C'è Moretti?". Sì, è nell'elenco. "C'è Moretti davvero?". Sospira, la voce fa una crepa, poi Daniela Rombi si riprende: "Allora il presidente Napolitano deve revocargli la nomina di Cavaliere, ci deve ascoltare, non può". Daniela Rombi ha perso nella strage di Viareggio della notte del 29 giugno 2009 sua figlia Emanuela Menichetti di 21 anni morta dopo 42 giorni di sofferenze con ustioni sul 98 per cento del corpo. "Abbiamo pazientato, abbiamo avuto fiducia nel lavoro della procura di Lucca - prosegue - questo è un primo passo avanti, adesso bisogna continuare. In questi giorni ho ascoltato quel che ha detto in aula il pm Guariniello per l'inicidente alla Thyssen, io penso che il dolo possa essere applicato anche alla strage del treno di Viareggio perchè, secondo me, dovevano esserci i carri cuscinetto, invece per risparmiare c'erano soltanto quattordici cisterne in fila".
Il sindaco: "Non ci sono intoccabili"
"Pronto", la notizia degli indagati spiegata in un attimo, secondi di silenzio che passano come ore interminabili, e poi la voce come uno squillo: "Non ci credo, davvero? Ci sono tutti i vertici di Ferrovie, da Moretti in giù? Guardi non so cosa dire, adesso ho solo voglia di dirlo a tutti gli altri". Riccardo Antonini è uno dei rapresentanti di Assemblea29, il comitato di ferrovieri e vittime della strage sorto subito dopo il disastro. Da quasi un anno e mezzo aspetta con angoscia questo momento. "Bene, ma adesso non devono farlo cavaliere, Moretti". Nei 17 mesi e 16 giorni trascorsi da quella "notte maledetta ci siamo battuti per la sicurezza sulla rete ferroviaria, abbiamo organizzato convegni, e soprattutto atteso i nomi veri, quelli che contavano davvero. Sono felicissimo. Ma ora mi lasci andare, voglio avvertire tutti". E quasi non si contiene nemmeno Alessandra Biancalana, 52 anni, compagna di Antonio Farnocchia, il fornaio di via Ponchielli inghiottito dalla fiammata scaturita dall'esplosione del carro cisterna deragliato alla stazione. Antonio morì sotto gli occhi di Alessandra e della figlia di 10 anni. Aveva 51 anni, Alessandra e sua figlia lo stavano guardando percorrere la passerella sopraelevata sui binari. Era sulle scale, si era girato per un ultimo saluto, diretto verso il lavoro: "Temevo che l'inchiesta della magistratura si sarebbe arenata, che le indagini non avrebbero più ricevuto proroghe. Per una volta sembra che in Italia, per i più deboli, la giustizia esista davvero". Alessandra Biancalana è una delle vittime più sfortunate della strage di Viareggio. Nonostante convivesse con Antonio Farnocchia da 13 anni non ricevera le elargizioni previste dalla legge Viareggio approvata dal Parlamento a luglio. Per il solo fatto di aver vissuto con un uomo che non era ancora divorziato dalla ex moglie, è esclusa dai risarcimenti.