Chieti, romeno malmena il ferroviere sul treno Sulmona-Teramo scappa ma viene rintracciato dalle volanti dell polizia
Viaggiatore denunciato per lesioni, resistenza, violenza e interruzione di servizio
CHIETI. Era sprovvisto di biglietto del treno e per non essere sanzionato ha malmenato il capotreno che gli stava facendo il verbale. Poi alla stazione di Chieti è sceso dal convoglio ed è fuggito. Ma il cittadino romeno è stato rintracciato dalla polizia e denunciato per lesioni. L'aggressione si è verificata lo scorso 2 novembre sul treno che da Sulmona porta a Teramo con fermata a Chieti.
Il capo treno F.C., 34 anni, residente a San Giovanni Teatino, durante i controlli si è imbattuto in un cittadino romeno di 29 anni residente a Pescara. Il viaggiatore ha detto che non aveva il biglietto, all'invito del ferroviere a pagarlo comunque con l'aggiunta di una mora, l'uomo si è rifiutato. Tuttavia ha consegnato i documenti di riconoscimento ma mentre il capotreno stava verbalizzando l'accaduto il viaggiatore abusivo, alquanto contrariato, ha aggredito il controllore e gli ha torto il polso nel tentativo di riprendersi i documenti. Il capotreno è stato poi spintonato. Nel frattempo il treno era arrivato a Chieti. Il romeno con rapidità è riuscito a conquistarsi uno spazio libero per scendere e darsela a gambe. E' scattato l'allarme il treno si è fermato e il ferroviere ha avvertito la polizia. Gli uomini della volante, l'ispettore Gaetano Ramini e il sovrintendente Walter Iannini, coordinati dal vicequestore aggiunto Gabriella Falco hanno rintracciato l'uomo che è stato fermato, portato negli uffici della questura per gli accertamenti e denunciato per interruzione di pubblico servizio, danneggiamento, restistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Nel frattempo il capotreno è stato costretto a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso del policlinico di Colle dell'Ara che gli hanno diagnosticato un trauma distorsivo dell'avambraccio e del polso che veniva immobilizzato con una ingessatura.
L'incidente è stata l'occasione per la Filt-Cgil di sottolineare la poca sicurezza dei lavoratori delle ferrovie dovute ai tagli del personale. «Situazione del genere non sono una novità», dice il responsabile regionale della Filt-Cgil, Giovanni Carafa, «come non è una novità la denuncia delle organizzazioni sindacali per tentare di arginare il fenomeno, chiedendo di aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni. Negli ultimi tempi», continua il sindacalista, «questi brutti eventi sono aumentati di numero in tutte le regioni d'Italia, sia a causa del più generale degrado della vita della nostra comunità, sia a causa di normative spesso vessatorie nei confronti dei viaggiatori e sia anche per la scarsa qualità del servizio offerto da Trenitalia. Queste violenze sono in aumento, nonostante non siano ancora visibili gli effetti dell'ultima finanziaria che prevede fortissimi tagli (circa 70%) sui finanziamenti disponibili per il Trasporto pubblico locale su ferro».